Inviate a Palermo le delibere di Gela e Piazza Armerina. Franzone: Niscemi faccia presto

Il comitato per lo sviluppo dell’area gelese comunica che sono state già  inviate la fine della scorsa settimana le delibere di adesione alla Città Metropolitana di Catania, prodotte da Gela e Piazza Armerina. Le due delibere sono state ex lege trasmesse all’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali chiamato a predisporre il Ddl che esitato dalla Giunta regionale, verrà sottoposto all’Assemblea Regionale Siciliana per la sua votazione. Si tratta più di una ratifica di ciò che queste comunità hanno sostenuto (due delibere consiliari ed un referendum confermativo), nel pieno rispetto delle Leggi promulgate dal Parlamento regionale. Infine seguirà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Regione Siciliana (Gurs) che, sancirà ufficialmente l’ingresso di queste comunità nella Città Metropolitana di Catania.
 
Intanto a Niscemi si è aperto un grande dibattito per il passaggio alla Città Metropolitana. Da una parte i cittadini, comitati, consulte e associazioni che, vorrebbero riconfermare il risultate del referendum, quindi l’ingresso  di Niscemi nella Città Metropolitana. Dall’altra, qualche gruppo isituzionale , vorrebbe far rimanere Niscemi con Caltanissetta. 
“Appare sempre  più opportuna la convocazione del consiglio comunale niscemese in seduta monotematica. Infatti, è giunta conferma dell’avvenuta «impugnativa cautelativa» da parte del Consiglio dei Ministri della Legge regionale 15/2015, nella parte in cui contrasta con la Legge Delrio”, ha detto Filippo Franzone che ha sottolineato come  in caso di approvazione di una nuova normativa da parte dell’Assemblea regionale siciliana, che vada nel senso dei rilievi contenuti nell’impugnazione, il Governo si impegna a valutare l’opportunità di ritirare il ricorso». 
 
“Materia del contendere – ha specificato Franzone – non è quella relativa alle adesioni di Gela, Piazza Armerina e/o Niscemi alla Città metropolitana, bensì le modalità di individuazione, elezione e composizione degli organi di indirizzo politico dei nuovi enti di area vasta. Va da sé che con la delibera di Niscemi e la sua celere trasmissione al Governo regionale, quest’ultimo potrà predisporre nello stesso Ddl l’avvenuta modificazione dei confini territoriali e le correzioni al testo normativo sollecitate dalla suddetta impugnativa. Quindi Niscemi faccia presto!”. 

Articoli correlati