Franzone: un salto nel buio rimanere con Caltanissetta

La delibera che deciderà sul passaggio si Gela alla Città metropolitana di Catania, sarà portata al consiglio comunale, in una seduta monotematica,  nei primi di settembre, andando a confermare ciò che 23 mila elettori hanno espresso nel referendum del 13 luglio scorso. Naturalmente oggi non ci sono più le condizioni di allora. Con il referendum si era deciso il passaggio di Gela al Libero Consorzio di Catania, con la speranza che Gela sarebbe diventata comune capofila, oggi si deciderà sul passaggio a questa ampia area etnea, e la nostra città sarebbe uno dei 60 camuni che ne farebbe parte. E già il consiglio comunale si è spaccato in due. Favorevoli a tale passaggio si sono rivelati i componenti del movimento cinque Stelle e quelli di un‘Altra Gela. In tanti ancora chiedono di prendere tempo per valutare i pro e i contro. Il Comitato per lo sviluppo dell‘Area gelese, oltre che quelli di Gelensis Populus, ha da sempre sostenuto tale passaggio. Aspre le critiche da parte di Filippo Franzone, portavoce del Csag, nei confronti di chi, deputati e consiglieri, ha preso parola solo ora, rimanendo indifferente quando si era discussa all‘Ars la legge 8/2014, che avrebbe istituito 9 Liberi Consorzi e tre Città metropolitane. Questo quanto comunicato da Franzone. “Sono gli esperti di politichese, una lingua in via di estinzione, che annovera ancora alcuni componenti.  “La  Legge Regionale 4 agosto 2015, regolamenta le funzioni delle Città Metropolitane e quindi pure quelle dei Liberi Consorzi, compreso quello di Caltanissetta, non è un salto nel buio rimanere con Caltanissetta?”, scrive Franzone.

“Per noi -continua Franzone –  non è un salto nel buio rimanere con Caltanissetta, è un salto nelle tenebre, dove ad attenderci ci sono coloro i quali si sfregano le mani in attesa che quattro politicanti conducano Gela nelle loro mani e nell’immobilismo eterno.  Oggi coloro che chiedono tempo sono gli stessi che chiedevano tempo anche nella prima delibera, gli stessi che da dietro le quinte hanno provato a non far deliberare la prima volta, gli stessi che consigliavano che era meglio andare al mare piuttosto che recarsi nei seggi a votare i referendum, sono sempre gli stessi.

Sono finiti i tempi in cui i gelesi subivano passivamente le scelte di pochi, e dispiace tanto che ancora nel 2015, alcuni sottovalutino le capacità dei propri amici, dei propri parenti, dei propri elettori, ritenendo di essere l’unica fonte della conoscenza”.