Fuori Messinese, al via la campagna elettorale. Accantonati i problemi della città

Gela da appena quattro giorni è senza sindaco e già è in piena campagna elettorale.

Cominciano le riunioni delle diverse parti politiche. C’è chi non vedeva l’ora di liberare la poltrona di Palazzo di città per scendere in campo.
I post del social network non fanno altro che riportare parodie, immagini fotoshoppate dell’ex primo cittadino.

Tutto ad un tratto si sono fermate le lamentele sui rifiuti sparsi in giro per la città, sulla disoccupazione, sull’erbaccia che invade i marciapiedi, sul protocollo di intesa, sul porto.

Quasi come se la cacciata di Domenico Messinese e la sua Giunta avesse riportato Gela allo splendore.

Un popolo strano quello di facebook che ora ha accantonato i gravi problemi di cui soffre la città per concentrarsi solo sullo sfottò e su chi sarà il prossimo sindaco.

Ricordiamo che ancora manca un anno alle prossime amministrative, e Gela nel frattempo deve continuare a lottare per risolvere gravi carenze che stanno portando ad una emigrazione di massa.

Non c’è molto da esultare su una sfiducia che ha impegnato in questi tre anni l’intera classe politica come unico obiettivo da raggiungere. Si tratta del fallimento di tutti.

Anche di tutti coloro che hanno creduto nel cambiamento. Di liberarsi della vecchia politica clientelare, e di dare una svolta alla città. Ma quella svolta non è arrivata. C’è stato troppo astio e odio da una parte, isolamento e mancanza di esperienza dall’altra. Non possiamo pensare che basta tornare alle urne per superare comunque questo odio, nei confronti di tutti. La priorità è costruire una pace sociale.

Non ci sono nè vincitori, nè vinti in questo momento. A volte viene fuori una immagine di sindaco incompetente, a volte di sindaco martire, specie quando si punta a denigrare la sua personalità.

Ora Gela è in attesa di commissariamento, sperando che possa riuscire a superare questo momento di grave crisi economica. E si spera solo che la nuova campagna elettorale non sia contro qualcuno, ma per la città, prima che sia troppo tardi.