Gela: 300 processi per reati consumati su Facebook. Ecco quali

Sono trecento i procedimenti giudiziari in corso nel tribunale di Gela per uso improprio della rete. Ad essere maggiormente incriminato è il social network Facebook. Questo quanto affermato da alcuni legali della città. Purtroppo sia per superficialità, sia per scarsa dimestichezza con il mezzo virtuale, si è indotti a pensare che il nostro mondo rimanga appannaggio di una schiera di pochi amici, ignorando che attraverso Facebook (e qualunque altro social network) rischiamo di mettere letteralmente “in piazza” non solo la parte più intima di noi, ma anche di incorrere incorrere in reati civili e penali. I reati più diffusi in città sono falsa identità, violazione della privacy, atti di bullismo e diffusioni di immagini. In tanti esprimono opinioni su altre persone, nella quasi incosapevolezza di incorrere in reati come la diffamazione o ingiuria. A commettere tali reati sono soprattutto i giovani, che si lasciano andare a commenti offensivi su altre persone postandoli sulla propria pagina. Un errore che spesso commettono anche gli adulti. I giudici stringono le maglie anche su chi clicca “mi piace” ai commenti altrui. Quest’anno sono scattati i primi rinvii a giudizio per concorso in diffamazione aggravata che tengono conto del fatto che l’addebito offensivo alla reputazione della vittima aumenta in proporzione alle persone che apprezzano i post denigratori.