Gela: 35 medici di famiglia costituiscono l’Aft, per l’assistenza 7 giorni su 7. Chiesto un incontro con il manager Iacono, per la organizzazione

Da quando il 3 ottobre scorso si è costituita nel territorio gelese la  Aft, aggregazione funzionale territoriale, che comprende 35 medici di Medicina generale, nessun incontro si è avuto con il manager della Asp Cl 2 Carmelo Iacono. Un incontro che era stato chiesto dal coordinatore dott. Gianni Incardona,per definire i progetti da avviare nel territorio. Gela è la prima città della provincia ad avere la possibilita, con la costituzione della Aft, una riforma della assistenza extraospedaliera, che grazie all’accordo tra medici e regione, porterebbe alla creazione di veri e propri ambulatori integrati dove medici di famiglia, ma anche guardia medica, specialisti e infermieri, lavorerebbero  insieme tutti i giorni dalle 8 alle 24. Il tutto nell’osservanza della legge 189/2012 (Legge Balduzzi) e del Nuovo Patto della Salute 2014/2016 con cui si attribuiscono a Regioni e Asp autonomia nella organizzazione territoriale delle cure primarie. Nel caso specifico di Gela, la Aft, a cui fanno  riferimento 35 mila pazienti, il dott. Incardona ha specificato che potrebbero essere avviati progetti di attività di prevenzione, di gestione dei codici bianchi e verdi, di gestione della guardia medica, di gestione di visite specialistiche evitando le lunghe liste di attese. La Aft  sono previste dall’Acn nazionale della medicina convenzionata e saranno il baluardo su cui poggerà l’assistenza territoriale del futuro. Questo non vuol dire che non vuol dire che spariranno i medici di famiglia, come non spariranno le guardie mediche, ma verrà offerto un servizio integrato evitando in molti casi ricoveri inappropriati, e risparmiando tempo e denaro per i cittadini ed il servizio pubblico.”Avevamo chiesto un incontro con il manager Carmelo Iacono, per coordinarci per l’avvio dei progetti, ma finora non ci è arrivata nessuna risposta”, ha detto il dott. Incardona. Tra i progetti previsti per il territorio gelese ci sono quelli di screening alla mammella, al colon, alla cervice uterina, e alla valutazione multifunzionale per i pazienti cronici-fragili con diabete melillo, scompenso cardiaco, malattie cerebrovascolari, malattie colonrettali, malattie della mammella e dell’utero, malattie legati al territorio e disabilità. Tra l’altro qualche giorno fa l’assessore regionale alla salute Baldo Gucciardi ha stanziato 15 milioni di euro per un Piano regionale di Prevenzione che avrà la durata di tre anni e che si adegua a 10 macro-obiettivi del Piano Nazionale che riaguardano screening, e la prevenzione di disturbi neurologici, delle malattie prevedibili, infettive ecc.,  e che si collegano alla Legge Balducci che attribuisce alle Aft progettualità varie.

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