Gela: 7 beni confiscati alla mafia, saranno utilizzati per fini sociali

Saranno utilizzati per finalità sociali i beni confiscati dalla mafia della provincia di Caltanissetta. Ieri vi è stato un incontro tra i sindaci siciliani e il prefetto Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia dei beni confiscati alle cosche crimninali, e i rispettivi prefetti delle diverse province che vi hanno partecipato. Sono tre i comuni che saranno coinvolti in questa iniziativa nella nostra provincia: Gela, Riesi e Mussomeli. Nella città  di Gela sono stati assegnati ben 7 beni confiscati.  Si tratta dei beni confiscati a  Giuseppe Alferi, capo dell’omonimo clan:  un  un fabbricato di via Socrate 5 e 4, e di appezzamenti di terreno in contrada Albani Roccella. Tali beni saranno utilizzati dal Comune di Gela destinerà per ospitare soggetti disagiati e indigenti. Inoltre ci sono anche i beni sequestrati a Giorgio Lignite, come un terreno agricolo in contrada Priolo Sottano, verrà utilizzato per un’attività agricola da parte di famiglie in situazione in difficoltà economiche, Infine  cè un  fabbricato in Via Tasso 35 di tre piani che il Comune destinerà come casa albergo temporaneo per senza tetto, e un fabbricato n Via Tasso 35, piano terra, che il Comune destinerà come casa albergo temporaneo per senza tetto. Sono ben 202 gli immobili e terreni da destinare a utilizzo sociale, tra Caltanissetta, Agrigento, Ragusa, Siracusa, Enna, Messina e Catania. All’altro paese nisseno  Mussomeli sono stati assegnati 2 beni: si tratta degli immobili confiscati a Lucio Silvio Adamo, e cioè un appartamento di 166 metri quadri ed un box di 40 metri quadri di Contrada Ponte, che il comune dovrebbe utilizzare come alloggio della comunità Vanessa che accoglie minori allontanati dalla famiglia con decreti dell’Autorità Giudiziaria Minorile. A Riesi è stato assegnato un bene confiscato al boss Pino Cammarata: si tratta di un fabbricato in via Cavallotti 194 composto da tre piani, anche questo sarà utilizzato per fini sociali
 

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