Gela: al poeta Peppino Burgio il Premio culturale “Ignazio Buttitta”

A distanza di 8 anni ritorna a Gela il Premio culturale “Ignazio Buttitta”. Il riconoscimento dedicato al poeta siciliano che scriveva in dialetto.. A riceverlo sarà il poeta Peppino Burgio di Ragusa. Il riconoscimento verrà consegnato al poeta ibleo sabato 23 giugno, alle ore 18:00, nel corso di una cerimonia che avrà luogo al cineteatro “Antidoto” di Macchitella a Gela. L’evento si terrà nell’ambito  della XVIII edizione del Premio nazionale di Poesia “La Gorgone d’Oro.

È stata la commissione del Premio presieduta da Andrea Cassisi del Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo” a indicare Burgio come destinatario del premio culturale.

Peppino Burgio, classe 1942, nativo di Monterosso Almo, dopo una vita di lavoro nel campo edilizio si è trasferito a Ragusa con una voglia di vivere e di essere protagonista di tante battaglie, soprattutto culturali e sociali. Autodidatta, come un fiume in piena o vulcano in eruzione, parla e scrive in versi con tanta naturalezza e semplicità, senza stancarsi mai.

“Burgio è poeta a tempo pieno, non smette mai di esserlo. Con lui – ha detto Emanuele Zuppardo, giurato del premio – la poesia diventa voce di verità che non inganna, che trasmette e tramanda tra i figli del popolo il canto e la saggezza, i profumi e le atmosfere della nostra terra natia, momenti di emozioni nuove, frammenti di vita passata, ricordi che tutti credevamo aver dimenticato”.

Il poeta, oltre a narrarci della sua vita, ricorda con passione gli usi e i costumi della sua terra, di una realtà rurale di cui abbiamo smarrito i sapori e le atmosfere.

“Burgio ha versi per ogni occasione e da solo riesce a intrattenere per diverse ore un pubblico attento e silenzioso che, assorto, pende dalle labbra bramoso di apprendere e di immergersi in tanta saggezza”, ha aggiunto Zuppardo.

In poco più di un decennio ha dato alle stampe alcune raccolte poetiche di grande spessore culturale: “Al bivio”, nel 2006; “Ma unni stami jennu? (2008); “Santi senza devoti” e “Senza ni e senza nà” nel 2012; “Sciauru di petri a siccu, fatti di manu caddusi” e “A… su parrassuru li petri e li mura!” nel 2017 e “La verità è figlia unica e ci rende liberi è “La menzogna resta orfana” nel 2018.

In precedenza era stato assegnato ai poeti Daniela Raimondi di Saltrio (VA), Michelangelo Grasso di Catenanuova (EN), Franco Casadei di Cesena, Giovanni Parisi Avogaro di Niscemi e Pierino Pini di Montichiari (BS).