Gela alla prima conferenza dei sindaci della città Metropolitana di Catania

Cinquanta i primi cittadini  che hanno partecipato alla prima Conferenza dei Sindaci, da quando si è costituita la Città metropolitana di Catania. L’incontro si è tenuto oggi a Catania, e tra i partecipanti vi erano anche i sindaci di Gela (rappresentata dall’assessore Francesco Salinitro), Piazza Armerina (presente il sindaco Filippo Miroddi) e Niscemi. Presenti anche alcuni componenti del Csag Gela, e dei comitati promotori del passaggio a Catania.

Il Sindaco Metropolitano, Enzo Bianco, ha riferito di essere stato diffidato dai comuni di Gela, Piazza Armerina e Licodia Eubea, a non procedere con l’indizioni delle elezioni per il Consiglio Metropolitano finché la regione non completa l’iter di variazioni territoriali degli enti intermedi siciliani. Ha reso noto ai sindaci che intende intervenire segnalando al Presidente della Regione, Rosario Crocetta ed al Presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, a mezzo lettera, la situazione che rischia di compromettere il funzionamento degli enti coinvolti.

I sindaci hanno chiesto rispetto per le libere scelte che consigli comunali e popolazioni hanno effettuato.

Il sindaco di Piazza Armerina, Filippo Miroddi, è intervenuto sottolineando i problemi che queste comunità vivono: non si sentono più di appartenere alle ex province, ma a tutt’oggi viene impedito loro di potersi organizzare con l’ente intermedio scelto. Questo oltre a generare confusione tra i cittadini, causa una cattiva organizzazione e programmazione, che ha anche un costo economico elevato.

“È ormai – afferma il Csag – opinione diffusa tra i cittadini e le istituzioni stesse, che la Regione stia giocando una partita contro ogni forma di democrazia, contro il volere espresso da  quattro consigli comunali chiamati ad esprimersi per ben due volte, contro il volere di 32.000 cittadini chiamati a scegliere attraverso il referendum confermativo, contro la logica e le libertà dei popoli. Tutti motivi che sono alla base di una nazione democratica, alla base delle scelte che una regione deve effettuare, in nome del popolo”.

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