Gela, altro che turismo culturale! Museo e siti archeologici nell’incuria e chiusi la domenica

Porte chiuse la domenica per una miriade di beni culturali in Sicilia, a causa di mancanza di fondi per garantire gli straordinari ai custodi dei musei. A questo sicuramente non è risparmiato il museo archeologico di Gela, che nelle ultime settimane è stato chiuso per la stessa motivazione: mancano i custodi. I due che ci sono si alternano per servizi diurni e notturni. Per poi pagare un terzo solo quando vi sono le aperture straordinarie, come quelle nei giorni festivi. Il museo di Gela non è dotato di un sistema di allarme efficiente, per cui uno dei due custodi, che potrebbe essere impiegato la domenica, viene invece adoperato per le notti. “Il tutto – ha detto Ennio Turco, direttore del parco archeologico di Gela – per non investire la somma di 39 mila euro per un sistema di allarme adeguato, per poi spendere la stessa cifra per pagare gli straordinari ai custodi nelle aperture nei festivi”. Il museo di Gela resterà aperto nelle prime due domeniche di Aprile, ma per le Mura, nessuna direttiva ancora è arrivata. “È tutto un problemi di incasso – ha detto Turco – se il museo incassa meno del custode che si deve pagare, il dipartimento decide di chiudere durante le domeniche per non pagare gli straordinari”. Manca una pianificazione nell’impiego del personale da parte dei dirigenti regionali, che attribuiscono essi stessi la responsabilità della chiusura dei musei e dei siti archeologici nei giorni festivi per presunta carenza e indisponibilità dei dipendenti stessi. Eppure da tempo si parla di rilanciare il turismo culturale della città, ma poco o nulla finora si è fatto. “Gela – ha detto Turco – potrebbe essere inserita nel circuito turistico di Agrigento e Piazza Armerina, magari proponendo un biglietto unico per i tre siti, ma anche questa proposta più volte presentata, non è stata finora presa in considerazione”. Quello di gela è un museo che, a parte le visite di istruzione delle scuole del comprensorio, fa circa 4500 visitatori l’anno. Meglio non va la manutenzione dei siti culturali, lasciati nella totale incuria. “Una struttura museale che ha 60 anni, è ovvio che abbia necessità di manutenzione, tante le mie segnalazioni, che finora non hanno portato a nulla, il problema è sempre quello, non vi sono i soldi in Sicilia per la manutenzione dei siti archeologici”. Dal tetto che presenta delle crepe, e da cui entra acqua quando piove, ai pannelli delle recinzione del parco dell’Acropoli e delle Mura,  che sono stati rubati e mai ripristinati. Tutti problemi atavici che non vengono risolti. “Diventa sempre più difficile svolgere il mio ruolo, che ha tante responsabilità nei confronti dei visitatori”. Mancano i fondi anche per le spese ordinarie. “Ogni qualvolta si fulmina una lampadina delle vetrinette di esposizione, diventa un dramma. Per cui spesso, per accogliere i turisti nei migliori dei modi, anticipo le somme per rimediare alle necessità”.Dopo due mesi di fermo della proroga del contratto con le ditte addette alla pulizia, scaduto il 31 dicembre, il servizio è ripreso. “Pulizie che avvengono solo due volte alla settimana, che in un museo così grande non è sufficiente”, ha sottolineato Turco. Ma poi basta farsi un giro nell’Acropoli per rendersi conto di quanto degrado vi regni, l’erba è talmente alta che i reperti sono completamente nascosti. Insomma gli stessi dirigenti regionali incapaci di far fruttare i fondi, lamentano la mancanza di risorse per la gestione ordinaria e le pulizie, non riuscendo a garantire una piena fruizione e vigilanza dei siti archeologici e musei. “La continua rotazione di dirigenti regionali ci impedisce di avere un interlocutore di riferimento”, ha detto Turco.

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