Gela, ambulanti: “pagavamo area privata e suolo pubblico. Ci siamo rivolti ad un legale”

Cinque settimane di pausa ha causato loro un grave danno economico. I venditori ambulanti del mercato settimanale gelese sono stati costretti a rimanere a casa, con tanto di merce acquistata a rate, nel bel mezzo della stagione estiva del difficoltoso passaggio dell’area mercatale da privata a pubblica. Oggi abbiamo incontrato alcuni di loro che ci hanno manifestato non poche preoccupazione anche per la scelta da parte dell’amministrazione gelese di trasferire il mercato in c.da Marchitello. “Troppe volte, abbiamo assistito a questi balletti, con la precedente amministrazione. Ogni volta che una sede sembrava certa, all’ultimo momento non andava bene, per qualche impedimento, sia dovuto a problemi di sicurezza, ma principalmente per le proteste da parte dei  residenti”, ci ha detto Giuseppe, proprietario di una bancarella di scarpe. Una cosa é certa, in città tutti vogliamo il mercato, ma nessuno lo vuole sotto casa propria anche perché, a parte i disagi di spostare la propria auto già fin dalle prime ore dell’alba del martedì, non sempre viene garantita la pulizia del quartiere quando nel primo pomeriggio le bancarelle vengono smontate. Intanto gli ambulanti, circa 250, si sono messi in regola con i pagamenti del 2014 e primo semestre del 2015, per accedere al sorteggio del posto. Un mercato che quando era stato trasferito nell’area privata era firmato da 400 bancarelle, e che ha visto molti ambulanti lasciare la nostra città, a causa della mancanza di servizi dell’area di Settefarine.  “Dopo  dieci anni di attività a Gela, ho deciso l’anno scorso di lasciare il posto di Gela per acquistarne uno a Marina di Ragusa, e come me sono stati tanti a scegliere la fiera del ragusano, che ci ha dato più stabilità”. Questo quanto riferito da Massimo proprietario di una bancarella di abbigliamento. I commercianti si sono lamentati di aver pagato, nell’area Missud, sia la Tosap ( tassa di occupazione suolo pubblico), al comune, che l’affitto del posto privato, quando nell’area pubblica l’unica tassa che si paga é quella comunale. Alcuni di loro, in tal senso, si sono rivolti ad un legale. “Abbiamo avuto un grande esborso di denaro annuo, in un’area che non era facilmente raggiungibili dai cittadini, e molti clienti affezionati sono totalmente spariti”, ci ha detto Davide, proprietario di una bancarella di abbigliamento. Dopo la minaccia di oggi dei residenti del quartiere Marchitello, non sappiamo se martedì prossimo sarà la volta buona per la ripresa dell’attività del mercatino settimanale gelese, intanto per cinque settimane ?,e,crcirca 750 persone, considerando i proprietari delle bancarelle e i loro lavoranti, non hanno portato a casa nemmeno un centesimo. 

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Gela, ambulanti: “pagavamo area privata e suolo pubblico. Ci siamo rivolti ad un legale”

Cinque settimane di pausa ha causato loro un grave danno economico. I venditori ambulanti del mercato settimanale gelese sono stati costretti a rimanere a casa, con tanto di merce acquistata a rate, nel bel mezzo della stagione estiva del difficoltoso passaggio dell’area mercatale da privata a pubblica. Oggi abbiamo incontrato alcuni di loro che ci hanno manifestato non poche preoccupazione anche per la scelta da parte dell’amministrazione gelese di trasferire il mercato in c.da Marchitello. “Troppe volte, abbiamo assistito a questi balletti, con la precedente amministrazione. Ogni volta che una sede sembrava certa, all’ultimo momento non andava bene, per qualche impedimento, sia dovuto a problemi di sicurezza, ma principalmente per le proteste da parte dei  residenti”, ci ha detto Giuseppe, proprietario di una bancarella di scarpe. Una cosa é certa, in città tutti vogliamo il mercato, ma nessuno lo vuole sotto casa propria anche perché, a parte i disagi di spostare la propria auto già fin dalle prime ore dell’alba del martedì, non sempre viene garantita la pulizia del quartiere quando nel primo pomeriggio le bancarelle vengono smontate. Intanto gli ambulanti, circa 250, si sono messi in regola con i pagamenti del 2014 e primo semestre del 2015, per accedere al sorteggio del posto. Un mercato che quando era stato trasferito nell’area privata era firmato da 400 bancarelle, e che ha visto molti ambulanti lasciare la nostra città, a causa della mancanza di servizi dell’area di Settefarine.  “Dopo  dieci anni di attività a Gela, ho deciso l’anno scorso di lasciare il posto di Gela per acquistarne uno a Marina di Ragusa, e come me sono stati tanti a scegliere la fiera del ragusano, che ci ha dato più stabilità”. Questo quanto riferito da Massimo proprietario di una bancarella di abbigliamento. I commercianti si sono lamentati di aver pagato, nell’area Missud, sia la Tosap ( tassa di occupazione suolo pubblico), al comune, che l’affitto del posto privato, quando nell’area pubblica l’unica tassa che si paga é quella comunale. Alcuni di loro, in tal senso, si sono rivolti ad un legale. “Abbiamo avuto un grande esborso di denaro annuo, in un’area che non era facilmente raggiungibili dai cittadini, e molti clienti affezionati sono totalmente spariti”, ci ha detto Davide, proprietario di una bancarella di abbigliamento. Dopo la minaccia di oggi dei residenti del quartiere Marchitello, non sappiamo se martedì prossimo sarà la volta buona per la ripresa dell’attività del mercatino settimanale gelese, intanto per cinque settimane ?,e,crcirca 750 persone, considerando i proprietari delle bancarelle e i loro lavoranti, non hanno portato a casa nemmeno un centesimo. 

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