Gela: 18 nuovi presidenti di seggio. Casi di nullità del voto

Sono 18 i presidenti di seggio che hanno dovuto presentare rinuncia al proprio incarico, per le amministrative di domenica prossima, in quanto facenti parte dei candidati al consiglio o per essere parenti fino al secondo grado con uno dei candidati. I diciotto rinunciatari sono stati sostituiti dalla Corte di appello di Caltanissetta con altrettanti nuovi “presidenti”, iscritti all’albo. Certo una bella responsabilità per chi si troverà per la prima volta ad affrontare delle elezioni così complicate, sia per l’altro numero dei candidati, sia per il sistema di voto che per quest’anno prevede per la prima volta la doppia preferenza di genere per i candidati al consiglio comunale,  e il voto confermativo per il candidato sindaco. Undici candidati a sindaco e circa 600 candidati al consiglio comunale sono numeri da record, avranno un bel lavoro gli scrutatori e segretari a scrivere tutti i nomi nelle tabelle di scrutinio e nei verbali. La scheda di votazione sarà unica, e gli elettori devono segnare il nome del sindaco che vogliono votare, non è più il voto alla lista o alla candidato al consiglio   a trascinare il sindaco. Ma vediamo quali sono i casi di nullità del voto a sindaco: indubbiamente l’aver segnato nella stessa scheda due nomi di sindaci diversi. Si può votare un candidato alla carica di sindaco e una lista a lui non collegata. In ogni caso se la lista non viene segnata, non si estende il voto del sindaco alla lista o alle liste a lui collegate. Per quanto riguarda i voti alla lista, anche in questo caso ne deve essere segnata una sola, altrimenti il voto si annulla per non univocità nell’espressione di volontà. Il voto alla lista si assegna anche se questa non è segnata, ma è scritto il nome del candidato consigliere ad essa collegata, ricordandosi di scrivere nome e cognome, quando nella stessa lista vi sono due cognomi uguali. Per quanto riguarda la doppia preferenza, i candidati al consiglio devono appartenere a due sessi diversi. Verranno annullati i voti se si segnano due consiglieri dello stesso sesso, o se ne segnano tre, anche appartenenti a sesso diverso.

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