Gela “Area di crisi complessa”, i sindacati confidano nel Premier Renzi

Non si perda più tempo sulla stato di “Area di crisi complessa” per il sito di Gela. È questo l’appello lanciato dai sindacati regionali e territoriali di CGIL, CISL e UIL che in una nota hanno chiesto al Premier Matteo Renzi di velocizzare l’iter affinché la “burocrazia non minacci l’autorevolezza dello Stato” e si possa dar vita a una riconversione industriale che valorizzi il territorio e gli investimenti “green” di nuove aziende, garantendo da subito la tutela del reddito per i lavoratori con le forme di sostegno già previste e finanziate dal FEG. “Ci sono voluti quattro mesi per approvare la Delibera di Giunta senza la quale non era possibile avviare l’istruttoria del Mise per la dichiarazione di area di crisi complessa – si legge nel comunicato – soltanto il 12 febbraio, su insistenti pressioni sindacali, il Governo Regionale ha emanato la delibera con cui impegnava gli assessorati competenti a svolgere i passaggi necessari in relazione al protocollo d’intesa tra Eni, Governo Regionale, Nazionale e Sindacati. Siamo certi che il Premier non lascerà trascorrere altrettanti mesi per rispettare gli accordi sottoscritti il 6 novembre 2014 al Ministero dello Sviluppo Economico. Confidiamo nella sua capacità di raggiungere velocemente gli obiettivi e crediamo che anche il Mise debba assumere un impegno del genere. La situazione dell’indotto è oggi esplosiva e necessita di interventi urgenti. Siamo consapevoli di quanto sia complessa l’istruttoria prevista dal Decreto 83 del 2012 per la definizione dell’area di crisi complessa, visto che investe diverse amministrazioni a vari livelli, ma è proprio per queste ragioni che chiediamo l’impegno corale delle  istituzioni nazionali, regionali e territoriali per definire concretamente tutti i passaggi necessari. Ci appelliamo, dunque, al Presidente Renzi – conclude la nota – perché proceda con celerità e autorevolezza, unitamente a tutti gli attori coinvolti in questo ambizioso progetto, per restituire dignità a migliaia  di lavoratori”. 

Articoli correlati