Gela aumenta la protesta : lavoratori indotto, diretto e agricoltori per le vie del centro

Le rassicurazioni da parte di Eni sulla volontà di mantenere gli impegni assunti in merito alla riconversione dell’impianto di Gela, non sono bastate ai lavoratori e alle associazioni sindacali, e così continua la protesta. Oggi i lavoratori si sono accostati alla protesta dell’associazione agricoltori, che si é concentrata nelle vie del centro per ripetere la manifestazione della settimana scorsa. Stanno aderendo alla manifestazione degli agricoltori, i lavoratori dell’indotto e del diretto accompagnati dalla Cgil, Cisl e Uil, e i sindacati di settori, il corteo é iniziato, come martedì 26 gennaio, dall’ospedale Vittorio Emanuele, per percorrere tutto il corso è arrivare in piazza S. Francesco. Con loro anche l’assessore Francesco Salinitro. Alla guida di trattori e mezzi agricoli per raggiungere piazza Municipio, gli agricoltori sono accompagnati da Unsic e Upa. La loro è una protesta che si collega alla vertenza Gela, avviata per la difesa dell’economia del territorio gelese, che sta attraversando uno dei periodi più tristi della storia della città. La categoria dei lavoratori dell’agricoltura hanno due grossi problemi, la siccità  dovuta al fatto che le dighe di Comunelli, Disueri e cimia non offrono abbastanza acqua per le coltivazioni, e l’aumento del 50% delle tariffe irrigue dovuto ad una legge regionale che obbligherebbe entro il 2020, di attribuire ai  soli consorziati i costi di irrigazione, senza ricevere più alcun contributo della Regione. Tra gli imprenditori agricoli , in molti rischiano di chiudere le aziende se non si troveranno soluzioni in tempi brevi.  Una crisi che va a braccetto con quella dell’Eni che sta attanagliando la città. Gli agricoltori chiedono di l’esonero dall’Imu per i terreni agricoli e la dichiarazione dello stato di calamità naturale  per la siccità in atto che ha compromesso la maggior parte delle cotivazioni agricole.

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