Gela: aumento vertiginoso di uso stupefacenti. Arresti e indagati. I particolare della operazione Samarcanda

Il controllo da parte Commissariato di Gela nel territorio è diventato più intenso proprio per l’aumento alla fine dell’anno 2015, dei reati legati alla produzione, alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. È accaduto di frequente che le Forze di Polizia, attive sul territorio, effettuassero denunce, arresti o sequestri di quantitativi di droga, anche ingenti. 
Un fenomeno che è diventato allarme sociale, perchè in un periodo di crisi economica e di carenza occupazionale, come quella che sta attraversando Gela quello dello spaccio di droga sarebbe potuto diventare per molti, una valida alternativa “di lavoro” : “manovalanza a basso prezzo” per la criminalità organizzata. 
Alcuni sequestri effettuati dagli agenti della polizia di Gela hanno superato di   gran lunga la media nella complessiva statistica nazionale e locale.
In particolare il sequestro di marijuana eseguito, il 13 giugno del 2015 operato assieme al personale del Commissariato d di Niscemi, nei pressi di un ovile sito nella contrada Tenutella, in agro di Butera, aveva portato all’arresto dei seguenti soggetti: Fabio Vintaloro catanese  38 anni, Giuseppe Castello  catanese di 26 anni, Giuseppe Laudani  catanese di 34 anni, e un Indagato.  Tutti soggetti con precedenti,  
Non è passata inosservata per gli agenti di polizia la “visita” registrata in data 26 giugno 2015 proprio di due soggetti da allora indagati. Monitorando gli spostamenti ed intercettando le conversazioni a bordo dell’autovettura con cui i due erano soliti spostarsi in cerca di stupefacenti, si arrivava a sapere di un certo Jimmy, spacciatore “all’ingrosso” di cocaina.
Le indagini, da quel momento, si concentravano, quindi, su quel soggetto e, partendo da un più ampio controllo delle numerose schede telefoniche intestate all’indagato, si è arrivato ad immortalare immortalare le fattezze fisiche del ricercato Jimmy. Questi, infatti, per svolgere la sua attività illecita di spaccio di cocaina, utilizzava proprio le schede telefoniche “sospette” intestate ad Indagato e alla moglie  di lui. E propio Jimmy, corrispondeva a Emanuele Brancato, gelese di 33 anni, che è stato raggiunto oggi da una custodia cautelare, inerente all’operazione Samarcanda svolta dal commissariato che ha portato a sgominare la banda di spaccio di stupefacente. Brancato fino a quel momento era riuscito a restare anonimo ed inviolato da tutte le indagini per droga degli ultimi tempi. Dalle indagini è emerso che Brancato aveva illegalmente commerciato in droga mettendo “in cassaforte” ingenti guadagni e mantenendo un tenore di vita di considerevole livello, di certo non commisurato alle possibilità economiche di un semplice titolare di partita iva senza utili negli ultimi due anni.
L’attività  illecita di spaccio di cocaina era condotta da Brancato Emanuele in concorso con Indagato.
Le indagini si sono sviluppate attraverso le registrazioni video, le intercettazioni di conversazioni telefoniche e di comunicazioni,  oltre che facendo ricorso a mirati servizi di appostamento e di osservazione che hanno indotto gli agenti di Polizia Giudiziaria 
I soggetti, benchè non agissero per il conseguimento di un unico fatto reato, svolgevano un’attività illecita sinergica e sintonica con altri  criminali, creando di fatto un grave danno per l’economia e per la salute della collettività. Hanno posto sul mercato locale una grossa quantità di stupefacenti, spesso ceduta in credito o in dosi “personalizzate”, al fine di arricchirsi col guadagno dell’attività illecita, invogliando di fatto gli assuntori al consumo incrementando il costante impoverimento economico e creando danno  alla salute di questi ultimi. 
Quello che si è verificato è stato un aumento proporzionalmente al consumo di droghe, in particolare quelle pesanti come la cocaina. 
 
Questi i soggetti coinvolti nella operazione Sarmarcanda.  
Emanuele Brancato, di 33 anni che assieme ad Indagato hanno perseguito il medesimo disegno criminoso, agendo in concorso tra loro, dopo essersi approvvigionati di cocaina da un fornitore con dimora nel comune di Platì (RC), in più circostanze distinte, sono stati trovati a detenene un chilogrammo di cocaina  al fine della cessione in dosi a diversi assuntori.
I fatti sono successi a Gela dal giorno 10.10.2015 al giorno 29.11.2015;
 
Emanuele Giovanni di Stefano trovato a detenere , ai fini dello spaccio, sostanza stupefacente del tipo cocaina per un quantitativo imprecisato ma certamente superiore a due grammi. Lo stupefacente detenuto era stato trasportato il giorno 15 ottobre del 2015 d durante un viaggio da Gela a Dourtmond (Germania). 
Quattro soggetti Indaganti che hanno  aitutato  Inagato uno  e Emanuele Brancato ad eludere le investigazioni della Polizia giudiziaria, collaborava attivamente alla ricerca delle apparecchiature tecniche per l’intercettazione delle conversazioni fra presenti effettuate in via Umbria nr. 27 a Gela,  provvedendo alla disattivazione di esse, con l’intenzione e la volontà di causare l’intralcio, l’alterazione e l’illecita interruzione del mezzo di ricerca della prova. Il fatto è avvenuto a Gela il 20 novembre del 2015. 
Un alttro Indagato  che al fine di aiutare Indagato uno e  Emanuele Brancato ad eludere le investigazioni della Polizia giudiziaria durante la commissione del reato di cui agli artt. 81 e 110 c.p. e 73 D.P.R. 309/90, collaborava attivamente alla ricerca delle apparecchiature tecniche per l’intercettazione delle conversazioni fra presenti effettuate in via Umbria nr. 27 a Gela,  addivenendo inoltre al ritrovamento ed alla disattivazione di esse, con l’intenzione e la volontà di causare l’intralcio, l’alterazione e l’illecita interruzione del mezzo di ricerca della prova.
In Gela in data 20.11.2015;
 
Un altro indagato ha sempre aiutato  Indagato Uno  e Emanuele Brancato ad eludere le investigazioni della Polizia giudiziaria acquistando a  nome suo schede telefoniche per apparecchi cellulari poi utilizzate durante l’esecuzione dei reati, con l’intenzione e la volontà di causare l’intralcio, l’alterazione e l’illecita interruzione del mezzo di ricerca della prova dell’intercettazione telefonica.
Il fatto è avvenuto a Gela dal giorno 26 marzo 2015 al giorno 23 ottobre 2015. 
 
Antonino Orazio Ingegnoso  perché, al fine di aiutare  Giovanni Simone Alario  ad eludere le investigazioni della Polizia giudiziaria durante la commissione del reato ha acquistato a nome suo una scheda telefonica per apparecchio cellulare poi utilizzata durante l’esecuzione del reato, con l’intenzione e la volontà di causare l’intralcio, l’alterazione e l’illecita interruzione del mezzo di ricerca della prova dell’intercettazione telefonica.
Il fatto è avvenuto a Gela l’8 giugno 2015
 
Un altro Indato che al fine di aiutare Indagato Uno e Emanuele Brancato ha occultato resso la propria abitazione la somma di denaro pari ad 38.850 Euro. Ciò a seguito del fatto che Emanuele Brancato, avendo scoperto di essere stato oggetto di investigazioni durante la commissione del reato, gli aveva consegnato il prodotto della sua attività illecita al fine di sottrarla all’ulteriore mezzo di ricerca della prova del sequestro. 
 Emanuele  Brancato e Indagato uno hanno agito in concorso tra loro, installando all’interno dell’abitazione sita a Gela in via Umbria nr. 27, uno strumento che impediva le comunicazioni indispensabili per l’attività d’intercettazione posta in essere dagli agenti del Commissariato di Gela. Inoltre utilizzavano  la stessa apparecchiatura al fine di rinvenire e disattivare il materiale tecnico che consentiva le intercettazioni, interrompendo definitivamente tale strumento di ricerca della prova. Lo stesso Brancato Emanuele è stato scoperto a detenere ai fini dello spaccio, un chilogrammo di cocaina cedendo in più occasioni diversi quantitativi,  a diversi soggetti, anch’essi odierni indagati, per un guadagno, al netto del rincaro dall’acquisto di  38.000 euro , di circa euro 20.000
Giovanni Simone Alario, trovato a detenere  ai fini dello spaccio, cocaina, proponendo in vendita un quantitativo, pari a circa 100 grammi, per un valore di mercato di circa 3.800 euro, a diversi soggetti, anch’essi indagati nell’odierno procedimento penale.
Diego e Giovanni. Nastasi  sono stati trovati a detenere d in concorso ed ai fini dello spaccio, cocaina pari circa a 100 grammi per un valore di mercato di circa 3.800 euro. 
Un ulteriore indagato ha proposto  in vendita  un considerevole  quantitativo di sostanza stupefacente del tipo hashish a diversi soggetti. 
L’attività investigativa è stata chiusa il 1° aprile 2016, questa Polizia Giudiziaria, in collaborazione con il Commissariato di P.S. di Niscemi, atteso il materiale probatorio offerto, la gravità dei reati ascritti nonché il reale pericolo di reiterazione degli stessi, ha richiesto alla competente A.G., con articolata informativa di reato, l’emissione di provvedimenti cautelari personali della custodia in carcere a carico di tutti gli indagati, oltre che di provvedimenti cautelari reali per alcuni di essi, tenuto conto, anche , che una misura diversa potrebbe divenire motivo di vanto personale al fine di guadagnare una posizione di prestigio negli ambienti malavitosi.
Si rimane in attesa delle determinazioni che l’A.G. riterrà opportuno adottare