Gela: c’erano una volta gli ombrelli colorati… in una città in bianco e nero

C’erano una volta tanti ombrellini colorati. Gli ombrellini avrebbero dovuto abbellire il centro storico.

Beh, l’iniziativa non era originale, è una tipica tradizione della Spagna del Sud. Ma tante città italiane avevano importato la tradizione. Da Ferrara a Caserta, da Assisi a Iglesias. Ma anche Salonicco in Grecia, Bulgaria, Rotterdam, Londra e perfino Gerusalemme.

In tutte queste città la gente ha accolto con tanto entusiasmo l’iniziativa. Ha postato selfie con lo sfondo di quell’árcobaleno che aveva addobbato il cielo delle vie principali. In tanti hanno fatto a gara per immortalare il gioco di ombre che quegli ombrelli hanno determinato sulle loro strade. Del resto non è peccato copiare se queste sono cose meritevoli.

 E a Gela? Si sono scatenate una infinità di polemiche. Gli ombrelli sono diventati “paracchi”. E poi il vento, il costo, la poca originalità.  E via alle foto postate su facebook, ad ogni ombrellino rotto. Quasi a fare le danze per richiamare quel vento che avrebbe distrutto l’unica iniziativa per l’estate nel centro storico. E così le infinite immagini di ombrelli sventrati…e tutti a esultare. L’amministrazione ha  fallito ancora. Ma principalmente abbiamo fallito noi. Noi e le nostre critiche pronte a distruggere, più che a costruire.   Gela non cambierà mai. La città è sporca non  perchè c’erano gli ombrelli La città è sporca perchè siamo sporchi. Dove si rispetta la differenziata la città è pulita.

Ecco, oggi gli ombrelli non ci sono più. Sono durati un  paio di settimane. 

Del resto erano un tocco colorato, in una città in bianco e  nero.