Gela Calcio: è corsa contro il tempo.

È il ticchettio di un grosso orologio a pendolo quello che si sente rimbombare nelle orecchie di tutta la città. Scandisce il suono di un tempo che sta per scadere: quello dell’iscrizione del Gela Calcio al campionato di serie D.

Ogni anno i tifosi, la città tutta si ritrova a metà luglio con questa spada di Damocle sulla testa, rinunciare al campionato o trovare all’ultimo secondo un salvatore della patria.

Così si attende un cavaliere senza macchia e senza paura che mosso a compassione e amore per la sua squadra e per la sua città, faccia uno sforzo economico e firmi e sborsi. È una tarantella a cui siamo abituati del resto.

La società si smembra, le quote vanno ripartite, cedute, vendute. I Mendola e il loro 40% non danno risposta in un tira e molla che quest’anno ha visto pure la partecipazione di un “gruppo catanese” poi scomparso nel nulla e adesso il tira e molla continua anche con la Bella Addormentata, l’ Amministrazione comunale.

Dal sonno mistico ridestata ha convocato i Mendola per mezzogiorno di oggi ma i soci non si sono presentati adducendo impegni di sorta  e stanotte stesso hanno inviato una risposta a mezzo stampa, indirizzata all’amministrazione e al Sindaco stesso.

 “Definirsi il primo tifoso del Gela  calcio è  la cosa più assurda che noi abbiamo sentito dire in questo ultimo mese da parte di questa amministrazione. Come assurdo é stato pretendere la PEC da parte del gruppo Mendola quando già a fine maggio iniziammo a parlare di come affrontare l’uscita del gruppo Tuccio e di come programmarci per il futuro. Non siamo stati noi di certo a recarci a Catania per incontrare il gruppo che voleva Prendere le quote dei Tuccio e non siamo stati nemmeno noi a garantire ancora una volta il loro interesse  a subentrare  e  poi, questo venerdì,  leggere sulla stampa  il loro defilarsi.  Solo oggi, in comune,  si accorgono di essere senza risultati”. 

E continuano spiegando che non hanno intenzione di “obbedire” alle direttive di un’amministrazione comunale per lo più assente sotto il profilo calcistico.  Nel frattempo la riunione è spostata alle 18 di questo pomeriggio nella stanza del Sindaco dove, si spera, si possano avere risposte concrete in merito alle sorti del Gela Calcio.

Il tempo continua a correre, veloce. Sono rimaste 24/48 ore per ratificare il tutto e per prendersi le responsabilità. Ognuno le proprie.

Il Gela Calcio subisce ogni anno lo stesso copione e Gela viene umiliata anche sotto il profilo calcistico.  Il comunicato di risposta inviato dai Mendola ha il sapore di un botta e risposta delle cose mandate a dire senza scomodarsi più di tanto.

Il Gela Calcio è una realtà sportiva che negli anni ha coinvolto la città intera creando momenti di condivisione.

Se il Gela Calcio non avrà la serie D, sarà responsabilità di tutti.

Sarà di coloro i quali puntano il dito nei confronti dell’amministrazione, di chi si proclama salvatore senza salvare, di chi indietreggia ogni volta che può per non rischiare di perderci la faccia.

Mi spiace dirlo ma questa sembra l’ennesima dimostrazione che la città anche sotto questo aspetto non ha voglia di crescere.

Una città che continua ad inseguire il turismo, lo sport, la bellezza sbavando. Sempre a bocca asciutta Gela  non è mai saziata a dovere.

Manca poco, pochissimo e la tarantella nel bene o nel male sarà finita. Si potrebbero scrivere saggi su come questa città abbia capacità eccezionali nel perdere tempo.

Vi titolerei un saggio, se ne avessi le facoltà, dal titolo:

“L’ arte dell’ indecisione”. Immagino già il successo.