Da Gela a Caltanissetta più criminalità ma stesse risorse di Polizia: interviene Siap

Da Gela a Caltanissetta, nonostante un aumento di eventi criminosi, si assiste ad una diminuzione di uomini, mezzi e risorse della Polizia di Stato, a discapito della sicurezza dei cittadini

. Questo il problema che è stato messo al centro dell’incontro organizzato da Siap (sindacato della Polizia) di Caltanissetta. Dallo spaccio di droga (specie in danno di minori) agli incendi di automobili ed altre proprietà private , dalle rapine a mano armata ai furti, e ai problemi di ordine pubblico come quelli collegati alla gestione  dei Centri per l’amministrazione delle Migrazioni internazionali più grandi d’Italia, dal mercato della prostituzione clandestina all’accompagnamento alla frontiera di stranieri irregolari, vi è stata negli ultimi tempi una esplosione di criminalità che rappresenta l’apice di quella che è la mafia.

L’emergenza più impellente si registra a Niscemi, dove non si riesce più ad assicurare la continuità delle pattuglie della Volate nell’arco delle 24 ore . Personale insufficiente vi è anche a Gela dove si assiste ad incendi quotidiani di automobili o case. A Caltanissetta, la garanzia del controllo del territorio è garantita grazie alla buona volontà e al  sacrificio degli uomini delle Volanti che spesso si vedono rifiutate ferie e congedi o che addirittura proseguono il servizio ad oltranza per garantire  la presenza   nel turno successivo.

Inoltre per i continui rimpatri di cittadini extracomunitari e l’esiguo numero di
poliziotti a disposizione del Questore, si assiste spesso alla cancellazione del riposo settimanale, e allo sballottolamento dei Poliziotti da un turno ad un altro e da un servizio ad un altro.

“Si pretendono sforzi sovrumani da persone che, dopo un’onorata carriera, sono giunti ad un’età nella quale la natura prevede altro”. Questo quanto messo in evidenza dal  sindacato che non tollera più la mancata integrazione delle indispensabili risorse Umane, e la pretesa di spremere il Personale sino al collasso.

“Prova ne è l’incremento dei giorni di malattia richiesti, per carenza di risorse (a paragone con le esigenze) ed in danno del normale ristoro delle forze, che vede aumentato il rischio operativo e, di conseguenza, il rischio per il Cittadino.”