A Gela chiude tutto, Giudice: “Una nuova moda dell’amministrazione comunale”

“Chiudiamo la città?”.

Con questo interrogativo Ignazio Giudice, segretario generale della Cgil, ha iniziato il suo sfogo in merito alle chiusure che, da tempo, stanno caratterizzando la città di Gela, senza fare sconti a luoghi e attività.

“Individuare nella chiusura di un bene pubblico la soluzione del problema – ammette Giudice – lo trovo terribile. Mi riferisco a tre episodi che, nell’arco dell’ultimo anno, hanno spinto l’amministrazione a tale scelta.

Prima l’ordinanza di chiusura di un tratto di spiaggia a Macchitella per la presenza di cani randagi, poi, per lo stesso motivo, si chiudono le mura Timoleontee e ora, come se fosse normale, si chiudono i parcheggi pubblici che, non solo sono costati milioni di euro di soldi pubblici, ma sempre con i soldi pubblici si è fatta anche la manutenzione.

A questo si aggiungono la chiusura del porto, il Palalivatino chiuso, il pontile chiuso, l’ascensore panoramico chiuso e l’elenco potrebbe continuare. Due sono le cose, o stiamo assistendo a una nuova moda di cui solo l’amministrazione è a conoscenza o siamo di fronte a uno scempio amministrativo.

Insomma, per la Cgil è assurdo individuare nella chiusura la soluzione al problema. Se tre cani entrano al Comune, si chiude il Comune? Ma di cosa stiamo parlando?

Una follia istituzionale – ha continuato il sindacalista – che ha del ridicolo, tanto che il nome di Gela sta facendo il giro del mondo e nei bar di tutta Italia i cittadini ridono di noi nel leggere che si chiudono siti e beni pubblici, come se fosse normale.

Chi amministra deve risolvere e la soluzione non può essere la chiusura di una intera città! Tutto ciò nel rispetto dei cani, delle lampadine fulminate e non solo dei parcheggi, per indirizzarci a una vita normale, magari con un po’ di qualità nel fruire di quei pochi servizi che la natura e l’uomo hanno regalato alle nostre esistenze”.