Gela, città al collasso. Interviene Agati

Oggi interviene sulla situazione economica di Gela il Dr. Francesco Agati, intermediario, negoziatore e tecnico legale che opera nella Provincia di Caltanissetta.

«Gela negli ultimi vent’anni sta vivendo uno dei momenti più bui e tristi della sua recente storia. La città è al collasso, e chi ha amministrato e ammnistra non fa gli interessi del territorio forse per ignoranza, o forse per incompetenza. Anzi spesso contrasta lo sviluppo. Basti pensare all’opposizione di Pino Federico e Giuseppe Arancio nell’annettere Gela alla città metropolitana di Catania. Per colpa di questa grave situazione perdiamo ogni giorno decine di famiglie che emigrano al nord o in Paesi come la Germania, adattandosi a vivere in indicibili sofferenze, stenti e difficoltà.

Non posso che aggiungere che le ipotesi di stima evolutive redate e ipotizzate dall’Arch. Leonardo Urbani all’interno del PRG colpa di fattori imprevedibili e imprevisti risulta errata infatti si prevedeva un aumento della popolazione nel 2025 fino ad 82.370 abitanti gelesi, cosa ormai improbabile con tutte le gravi conseguenze che ne susseguono in termini urbanistici e di valore immobiliare.

La sfiducia del Sindaco Messinese è vicina per tale motivo chiedo a tutti i partiti già da subito di lavorare per fare arrivare nella città di Gela i finanziamenti per le grandi opere. Ai gelesi servono poche parole e molti fatti.»

-Come potrebbe essere utilizzata la risorsa Mare?

«Il mio auspicio è che Gela finalmente abbia un grande porto e possano partire i lavori per cento trenta milioni di euro. Chi mi conosce sa bene che sono realista, e dubito fino a prova reale e contraria della propaganda politica infrastrutturale. Oggi l’unica possibilità per avere un porto utilizzabile, sicuro e navigabile è quello di effettuare un “Tagli e Cuci”, progetto che ho già protocollato all’amministrazione, e che consiste nell’utilizzare i massi frangiflutti di levante, e riportare gli stessi materiali per l’allungamento di ponente, costo di tre milioni di euro. I piccoli pescatori avranno un porto per la loro attività, e chi in difficoltà durante le mareggiate un porto rifugio sicuro. Inoltre è possibile Utilizzare il pontile “Eni” (con logica modifica) per attracco di catamarani turistici stagionali e utilizzare lo stesso per le piccole imbarcazioni commerciali per collegare Gela con i paesi emergenti e ricchi del nord Africa.»

-Gela è carente di collegamenti che sono fondamentali per lo sviluppo. Cosa propone?

«Chi vuole gestire la cosa pubblica deve battersi presso ANAS e assessorato per le infrastrutture per fare partire i lotti dell’autostrada Gela-Sr dalla città del Golfo, almeno fino a Comiso, e lavorare per la ricostruzione dei ponti crollati per collegare Gela a Catania per via ferroviaria magari con linea elettrica.»

-Gela soffre ancora per l’inquinamento. Come bisongerebbe procedere per ulteriori bonifiche?

«Ho già chiesto presso il Ministero dell’Interno, della Salute e Carabinieri di Gela che nella città del Golfo arrivi il NOE Carabinieri Ambientali, e che il Governo insieme a chi ha causato questo disastro ambientale, come lo stabilimento industriale, inizi le bonifiche in tutta la Piana. Gela è peggio della terra dei fuochi o di Taranto.»

-Poi vi è la questione Termovalorizzatori

«In tempi meno sospetti sono stato il primo ad appormi a tale proposta non appena pervenutami da Roma, i vari “scassapaghiari” politici gelesi sono stati inerti e assenti. Purtroppo quella che fu una proposta oggi colpa di tale classe dirigente che non si è opposta, è diventata legge, ancora abbiamo tempo per apporci e fermare la legge che vuole trasformare Gela nel “mondiziario” del Sud Italia.»

La Criminalità non accenna a diminuire

«Gela non ha mai avuto un problema di mafia, ma di micro criminalità, ragazzi che gasati da film tipo Gomorra, assuefatti da stupefacenti credono di essere invincibili, non sono una preoccupazione per lo sviluppo del territorio ma un pericolo per loro stessi. Naturalmente il gelese geneticamente invidioso, deve imparare anche ha da sparlare poco e ragionare molto, fattore essenziale per il progresso economico e sociale.

Sono preoccupato. Mi preoccupa più la magistratura inquisitoria e persecutoria nei confronti degli imprenditori che intimoriti da questo organo statale giuridico con poteri speciali e straordinari a Gela non investono per timore di sequestri e indagini il più delle volte immotivati, che comunque mettono in ginocchio l’economia di un territorio. I grossi imprenditori da Gela sono scappati tutti.»

«Adesso occorre oculatezza e competenza senza spartire denari ai soliti “scassapaghiari” che fin qui hanno dato ingiusta immagine della città, anzi, ne hanno falsificato i significati. Gela ha molte risorse che se gestire bene come ho sempre sostenuto, e sosterrò, può risollevarsi nell’arco temporale di cinque-dieci anni.

Senza ambizioni politiche da sempre ho lavorato nell’interesse dei gelesi donando i miei progetti, investendo tempo e denaro per la nostra meravigliosa città, non sono interessato alla politica ma offrirò il mio contributo e il mio sostegno a chi appoggerà i miei progetti.»

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