Gela, città priva di senso estetico. Giudice: demolire quel muro!

Il processo di riqualificazione di parte del lungomare, cioè di quel tratto compreso tra via Borsellino e il vecchio pontile, ha scatenato non poche polemiche, prima perché la parte che necessitava di interventi era quella che comprende l’ex Lido Eden e la Conchiglia. Tratto che, per la presenza di una folta vegetazione, è stata trasformata in ricettacolo di rifiuti che si nascondono in enormi e altissimi canneti, e poi perchè il progetto che richiama le tipologie costiere delle città mediterranee, con gradoni e passeggiata bassa che si allarga sull’arenile doveva essere applicato, semmai a tutto il lungomare, per evitare di creare le solite disarmonie estetiche molto diffuse in città.

Da alcune settimane, sui social network si è aggiunto un altro malcontento che riguarda quel muro che dovrebbe essere, non  una grande panchina,come si  pensava inizialmente, ma il muro da cui partirà lo scivolo per i disabili,  e che occluderà in parte la vista del mare. Sulla questione è intervenuto Ignazio giudice, segretario generale della Cgil, che mette in evidenza come poco si fa per sviluppare quel turismo che doveva essere un nuovo modello complementare a quello industriale. ” È possibile pensare al turismo ostruendo la vista del mare in una città sul mare e con una costa invidiabile?”. Ha scritto Giudice.”La Cgil chiede la revisione del progetto, che porti alla demolizione del tanto criticato muro. Non dobbiamo snaturare la natura, e riconsegnare la vista ai Gelesi e ai tanti che vi transitano” Sottolinea Giudice. E ancora “Se il muro in cemento armato potesse parlare direbbe solo una cosa: Demolitemi di corsa!!!!”

Il” muro che occlude la vista del mare” sarebbe il problema minore in una città dove lo scempio urbanistico è sotto gli occhi di tutti, in una città cresciuta a dismisura, in maniera quasi selvaggia e senza criterio razionale. Dove fin dagli anni ’60 con l’ingresso dello stabilimento vi è stato uno stretto collegamento tra aumento di reddito, abusivismo e miopia politica. Non sono nate a Gela attività turistiche, nonostante le grandi risorse, non sono nate strutture ricettive degna di una città che vuole migliorare le sue condizioni. Non sono state valorizzate le grandi risorse che la città offre, tra Mura e Museo, per non parlare del parco di Montelungo, in uno stato di abbandono, e per nulla attrezzato come parco pubblico da far usufruire alla popolazione. Adesso anche le lamentele per  il muro che occlude la vista del mare. Ma questo rispetto a tutto il resto sarebbe il male minore.

 

Nota del direttore responsabile:

In riferimento all’articolo pubblicato  sul “muro” che fa parte del progetto di riqualificazione del lungomare, il direttore responsabile, a seguito di alcune segnalazioni che sono arrivate in redazione, ci tiene a precisare che nessun collegamento vi sia tra la foto del muro in costruzione, da cui partirà lo scivolo per disabili, e l’abusivismo della città, che era stato trattato nel testo. Ciò che si voleva mettere in evidenza è la polemica infinita che si è sollevata sui social network, per un muro che potrebbe anche occludere in parte la visione del mare (ma questo lo vedremo a lavori ultimati) quando nell’intera città regna il degrado, e da sempre si è fatto poco o nulla per uno sviluppo turistico. Il progetto di riqualificazione del lungomare, che porta la firma dell’architetto Rino Anzaldi, a cui il nostro giornale ha dedicato diversi articoli di apprezzamento, indubbiamente porterà benefici, ma è mia opinione che il rifacimento avrebbe dovuto riguardare l’intero lungomare, specie quella parte compresa tra Lido Eden e la Conchiglia, dove la vegetazione nasconde cumuli di rifiuti, perché così si rischia di creare delle disarmonie estetiche, tra una parte super moderna e funzionale, e una parte che presenta evidenti criticità. E di questo non è responsabile il progettista. Da premettere che il giornale è super partes e ci tiene a dare voce a tutti quanti. Filippa Antinoro