Gela: cittadinanza onoraria a chi ha aiutato a ribellarci alla Mafia. Soddisfazione della Ascia

Soddisfazione è stata espressa dal presidente del consiglio comunale Alessandra Ascia per la cittadinanza onoraria a tre simboli della lotta e ribellione alla mafia: il colonnello dei carabinieri Mario Mettifogo e i due imprenditori Salvatore Moncada e Antonino Miceli.

“È un riconoscimento doveroso per chi ha concretamente combattuto diverse forme di illegalità”. Ha detto il presidente dopo l’approvazione, da parte dell’assise civica, della delibera .

“La cittadinanza onoraria a tre cittadini «speciali» di Gela – ha continuato l’Ascia – assume un alto valore morale e civile. Da «non gelesi» hanno aiutato la nostra città a ribellarsi, migliorarsi e crescere, sviluppando la cultura della legalità. Mi congratulo con il colonnello Mettifogo e gli imprenditori Moncada e Miceli. Sarà un onore conferire loro la cittadinanza onoraria”.  

Due sono originari di Agrigento, e uno del Varesotto e  hanno trascorso un periodo della loro vita durante la storia più buia di Gela. L’agrigentino Nino Miceli titolare di una rivendita d’automobili,  alla fine degli anni ’80 diventò vittima degli estortori, fino a quando non decise di denunciare.

Il colonnello lombardo Mario Mettifogo, comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, , dal 1989 al 1993 è stato a capo del nucleo operativo e della compagnia territoriale di Gela nel periodo clou del mafia. Tante le indagini, in relazione al racket delle estorsioni operate da Cosa Nostra e dalla Stiddra, di cui il colonnello si occupò divenendo punto di riferimento per i cittadini.

L’imprenditore agrigentino Salvatore Moncada  è stato titolare di un’azienda impegnata tredici anni fa in un appalto pubblico bandito dal Comune. Anche lui decise di denunciare gli estortori che gli avevano chiesto soldi per le attività di realizzazione di un impianto di pubblica illuminazione nella zona di Manfria.