Gela come il Titanic: I sindacati del settore Edile chiedono incontro a Messinese

 

Gela in una situazione di disperazione, una crisi che non ha precedenti e che sta portando in tanti a lasciare la città in cerca di “fortuna” altrove. Investimeti fermi, e un presidente della Regione assolutamente assente, o per lo meno alla sua assenza il primo cittadino Domenico Messinese ha attribuito tale situazione di stasi. Pochissimo del protocollo di intesa firmato al Mise il 6 novembre 2014 è stato attuato.  Sulla questione sono intervenuti le tre confederazioni di categoria del settore edile Feneal Uil,    Filca Cisl e Fillea Cgil, attraverso i segretari  Dathan Di Dio,  Francesco Iudici  e Francesco Cosca.

“La posa dell’ultima pietra. La prima, solitamente, simboleggia l’inizio di un’opera. L’ultima, la fine di un lavoro insieme a qualche bullone mancante: a Gela stanno edificando l’ultima pietra, quella tombale. Mentre la politica litiga come le duellanti per contendersi il principe azzurro, la città si sta spegnendo lentamente. La contesa a tratti irritante tra il sindaco Domenico Messinese e il Governatore Rosario Crocetta, l’Ultimo Samurai (per autoproclamazione dello stesso Presidente, luglio 2014),  nuocciono gravemente alla salute del malato terminale: Gela. Invece di correre al capezzale dell’ammalato per evitare l’estremo saluto o il rito funebre, la polemica  rischia di far saltare in aria quella già fragile coesione sociale”.

Le Federazioni Sindacali del settore Edile dicono “Basta”.

“Occorre svegliarsi dal torpore, accantonare la sterile polemica politica e dedicarsi anima e corpo alla città. Mentre le luci dell’attenzione stanno calando, Messinese e Crocetta dovrebbero invece alzare lo sguardo per ridare dignità e slancio economico al territorio. Al sindacato non interessano le diatribe e nemmeno l’appartenenza politica dei soggetti interessati che devono farsi carico di una città dilaniata dalla povertà sempre più diffusa: di fronte al dramma che sta investendo la comunità, Messinese e Crocetta devono riprendere in mano il timone indirizzando il veliero verso approdi più sicuri.”

 “Le Federazioni Sindacali si riferiscono in particolar modo al processo di riconversione della Raffineria di Gela.

“in questa direzione Messinese e Crocetta devono cambiare passo perché il mondo del lavoro sta portando la croce. C’è tutta una partita ancora da giocare, l’arbitro non concederà il recupero, peggio ancora i tempi supplementari. La gara meglio giocarla a viso aperto, senza tatticismi politici o rimbalzi di responsabilità: non solo le Ciminiere non grattano più il cielo, ma anche lo spazio circostante non avrà sorte diversa.”

I sindacalisti esprimono il loro pensiero anche su altre questioni gelsei, come la tanto agognata Gela-Siracusa e quei lotti indispensabili per collegare questa fetta di Sicilia all’aeroporto di Comiso.  

Le Federazioni Sindacali del settore delle costruzioni della provincia di Caltanissetta intendono lasciare il loro marchio di fabbrica al territorio con la realizzazione di un’opera strategica sotto l’aspetto dello sviluppo economico (industria, agricoltura, turismo)  e della viabilità, giacché è fatiscente l’asse viario che circonda la città del Golfo.  L’ opera comporta una ricaduta occupazionale che interesserà le comunità del comprensorio: dai lavoratori edili a tutto l’indotto che solitamente interessa la realizzazione di un’infrastruttura (la cosiddetta funzione anticiclica del settore delle costruzioni).

All’appello risultano assenti altri colleghi di viaggio: il porto rifugio, il progetto dell’Orto Pasqualello, gli investimenti per la prevenzione del territorio, la riqualificazione del centro storico e la messa in sicurezza degli edifici scolastici piuttosto datati. L’edilizia privata potrebbe risorgere se il Piano Regolatore Generale venisse definitivamente approvato.

“Il Piano Regolatore Generale è la costruzione di un nuovo modello di sviluppo urbano, la pianificazione territoriale di un Comune traslato in avanti. Il Piano Regolatore Generale proietta il futuro della città perché ridisegna e ripensa il suo sviluppo armonico nel tempo. Pensare al Prg come lo strumento che si limita a dettare e individuare le aree dove potere cementificare è assolutamente riduttivo. Certo, anche l’edilizia sarà parte attiva del processo di cambiamento del territorio. La sua evoluzione non è più storicamente legata all’utilizzo di ferro e cemento, ma si determinerà uno sviluppo diverso e diversificato anche per l’impiego di materiali di qualità.Il Piano Regolatore è qualcosa di più articolato perché immagina la vita di tutti i cittadini, di tutta la comunità amministrata inserendo nel proprio calderone di grafici e numeri tutti gli aspetti della società che sarà traghettata in un futuro piuttosto imminente. Non c’è alcuna interrogazione allo strumento urbanistico, ma il rinnovamento del tessuto sociale determinerà, ad esempio, nuovi fabbisogni nei servizi per l’utenza (realizzazione di nuove arterie stradali, fognature, scuole, servizi sociali, sportivi, culturali ecc.), ma anche per le aziende perché la città pensando alla sua economia dovrà tenere in equilibrio le sue diverse vocazioni: dall’industria al commercio, dalla pesca all’agricoltura. Per le motivazioni anzidette, le Federazioni Sindacali del settore Edile inoltreranno al sindaco del Comune di Gela formale richiesta di convocazione perché vogliamo rivedere la luce in fondo al tunnel, per evitare che Gela affondi come il Titanic.”