Gela-Comiso, operazione “Touch and go”: rubavano auto e le smontavano per rivenderne i pezzi

Quattro le ordinanze di misura cautelare nei confronti di altrettante persone coinvolte nel giro di furti di autovetture avvenuti tra Santa Croce Camerina e Comiso a cominciare dall’’ottobre 2015 fino al gennaio 2016. 

L’operazione denominata “Touch and go”, proprio per il prelievo silenzioso degli autoveicoli, con successiva  fuga,  è stata svolta dai  Carabinieri della Compagnia di Ragusa e dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Comiso in collaborazione i uomini del Commissariato e dei  Carabinieri di Gela.

 Individuati come respondabili dei furti i quattro gelesi pluripregiudicati: Gianluca Scollo, di 31 anni; Salvatore Nicola Maicol Marretta di 36 anni, pluripregiudicato; Francesco Caci 31 anni; Vincenzo Cassisi,30 anni. 

I quattro hanno rubato otto autovetture, due furgoni, un motociclo di grossa cilindrata e tre motocicli da cross lo scorso dicembre 2015, e trenta colli di rete metallica. 

Gli obiettivi principali erano auto di piccola e media dimensione (Fiat 500, Lancia Y e Fiat Panda ed una Alfa Romeo Mito i modelli presi di mira in zona), ma anche  motocicli e furgoni da lavoro.

In più occasioni i quattro soggetti aggirandosi per le strade di Santa Croce Camerina e di Comiso, ma anche per Ragusa ed Acate, perpetravano i furti in ore notturne travisati con cappucci di felpe e berretti. 

Nel corso delle indagini è emerso che i malviventi abbiano dato inizio alla loro azione criminosa, dapprima cercando di aprire i veicoli, per poi spostarli spingendoli a mano lontano dalle abitazioni, in modo da non provocare rumori che destassero sospetto, ed una volta al sicuro li mettevano in moto per portarli via senza perdere tempo. Se il mezzo dava qualche problema nel momento dell’avviamento i ladri non perdevano tempo prezioso e lo lasciavano abbandonato come è successo ad una Fiat 500 rubata a Comiso e trovata abbandonata sulla strada che va da Comiso a Chiaramonte, o ad un furgone turbo Daily Iveco rinvenuto a Santa Croce Camerina a breve distanza dal luogo del furto. 

Un motociclo invece è stato addirittura trainato dall’autovettura usata dai malviventi per arrivare a Santa Croce Camerina, fino all’uscita della città, dove, in un secondo momento è stato messo in moto e portato via. 

Dalle indagini effettuate è emerso anche che i ladri depositassero i mezzi rubati in un garage, dove poi venivano smontati e venduti. Gi stessi soggetti hanno utilizzato lo stesso modus operandi per aprire il garage da dove sono stati portati via i motocicli da cross. Le indagini sono state aiutate anche grazie all’acquisizione delle riprese delle videocamere a circuito chiuso di alcuni esercizi commerciali, da cui  è emerso non solo il numero delle persone che materialmente hanno operato i furti, ma soprattutto la loro abilità adottata per aprire ed asportare i veicoli, ed anche le vie di fuga utilizzate dagli stessi una volta commesso il reato. 

I Carabinieri e Polizia, si so noavvalsi anche dalle risultanze delle intercettazioni telefoniche e delle dichiarazioni fatte da diversi soggetti.

Tutti i furti oltre ad aver recato un danno economico alle vittime, hanno destato preoccupazione tra gli abitanti della cittadina.

I quattro malviventi erano già noti alle forze dell’ordine, facendo parte di bande già identificate quali ladri di auto, questa notte, e sono stati rintracciati presso le rispettive abitazioni di Gela e dopo le formalità di rito. Dopo l’arresto i quattro sono stati associati presso la casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Durante l’esecuzione delle misure gli Agenti di Polizia e i Carabinieri hanno effettuato anche cinque perquisizioni (quattro agli arrestati e una presso l’abitazione di un quinto uomo indagato per gli stessi reati ma non destinatario di ordinanza custodiale) ed hanno sequestrato due autovetture modello Fiat 500 una vespa Piaggio 125 sulle quali saranno effettuati accertamenti circa la provenienza; 4 centraline  vergini di vari modelli di autovetture notoriamente utilizzate per sostituire quelle originali delle autovetture da rubare e un rilevatore di frequenze utilizzato per verificare la presenza di dispositivi di intercettazione.