Gela: chi costruisce e chi distrugge

C’è chi costruisce e chi distrugge. Questa è l’amara realtà di Gela, città che da ha voglia di riemergere nel segno della cultura e del turismo, dopo anni e anni in cui era stata associata solo all’inquinamento industriale.

Tante le attività turistiche nate in questi ultimi anni, e tante le iniziative che cercano di ridare alla città il lustro che merita. Ma mentre c’‘è chi lotta per avere un nuovo porto, per avere una città più pulita, per riavere la piena fruizione dei siti archeologici, e per ridare ai gelesi quella dignità che si chiama lavoro, c’è pure chi della città non gliene frega nulla. Anzi tende a distruggere anche quel piccolo che si fa per progredirla.

Oltre le auto e le attività incendiate, si annienta anche il bene comune. È notizia vecchia quella di utilizzare le passerelle di accesso alla spiaggia per i falò in spiaggia, oltretutto abusivi. È notizia vecchia sventrare gli ostacoli di atletica in quella “pista” approssimativa che ha permesso a molti piccoli atleti diventare grandi campioni, è notizia vecchia la vandalizzazione di strutture pubbliche. È usanza di molti gettare i rifiuti indifferenziati in giro per la città. Per non parlare delle aggressioni avvenute nei pressi dei locali della movida, che non fanno certo un bello onore alla città, e non appaga chi vi investe.

Così da una parte ci sono persone impegnate a immaginare progetti che possono aggiungere benessere, valore, piacere alla collettività. Che si alzano la mattina immaginando una città migliore, relazioni più intelligenti, un modo più bello, appassionante ed appagante di vivere la vita nella città di Gela. Questo grazie anche al lavoro di molte associazioni di volontariato, di artisti, di iniziative pubbliche.

Dall’altra vi è l’ egoismo, interessi personali o semplicemente invidia e stupidità che non accettano l’opzione di poter vedere il mondo trasformato e vogliono rimanere indietro. Persone che amano distruggere idee, progetti, futuri possibili, e lo fanno in tutti modi possibili. Lo fanno anche infangando o diffamando. Questo è uno dei motivi per cui ogni vera innovazione sociale, culturale e collettiva impone una trasformazione e una rivoluzione di pensiero e di comportamento che talune persone non sono disposte ad accettare.