Gela: cuccioli uccisi a bastonate. Abbandono cani in crescita, associazioni al collasso

Cuccioli uccisi a bastonate. È successo nelle campi lungo la via Butera. A comunicarlo è stato Maria Pia Paruzzo, portavoce dell’associazione Il mondo di Pluto. “Cuccioli che erano già stati abbandonati e che noi ci stavamo accingendo ad ospitare”. L’associazione era stata avvisata da alcuni passanti che avevano notato questi cagnolini, sette, appena nati lasciati marcire in quei campi, indifesi e denutriti. Una delle animaliste era andata a prenderli, ma arrivata sul luogo ha visto quattro di essi senza vita, con il cranio maciullato da probabili bastonate,  gli altri tre cagnolini erano nascosti e terrorizzati, e fortunatamente ora sono stati posti in salvo. Un’emergenza quella dei cuccioli e adulti abbandonati che non subisce un arresto, anzi si incrementa e ha portato al collasso  gli stalli messi a disposizione dalle associazioni animaliste. Nessun intervento è stato posto in essere per frenare il fenomeno degli abbandoni. “Noi abbiamo sempre cercato di ospitare tutti cani che abbiamo trovato in giro, o che ci hanno segnalato, li abbiamo curati e trovato loro una famiglia, ora la situazione sta diventando ingestibile. Non consideriamo le spese per gli alimenti o per il veterinario quando necessitano di visite per le precarie condizioni di salute in cui alcuni cani vengono ritrovati, ma allo spazio. In questo momento tutti i componenti dell’associazione hanno riempito i loro stalli messi a disposizione, gratuitamente,  per questi poveri cagnolini. Finora l’amministrazione è stata assente. Niente sterilizzazione, che diventa fondamentale per arginare il fenomeno degli abbandoni di cucciolate intere, niente rifugio sanitario, niente stalli”.  Ha detto Maria Pia Paruzzo, che ha sottolineato come anche i cuccioli presi a bastonate fossero stati abbandonati, in quanto era percepibile in quelli ritrovati vivi, il già avvenuto contatto con gli uomini. Tra l’altro anche il servizio di Ambiente Italia ha subito un arresto. Tanti finora sono stati gli appelli da parte delle varie associazioni animaliste locali, ma l’amministrazione ha mostrato solo sordità. Non lamentiamoci quando i randagi diventano aggressivi, per la fame e le torture che sono costretti a subire. 
 

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