Gela: definire la riperimetrazione delle aree da bonificare. Tavolo tecnico all’assessorato regionale

 

La riperimetrazione dell’area Sn ( sito di interesse nazionale ) da bonificare da parte del ministero. Questo é stato al centro del tavolo tecnico che si é tenuto ieri presso l’assessorato Regionale delle acque e dei rifiuti ed energia, e convocato da parte del direttore generale, Ing. Domenico Armenio. Al Tavolo sono stati convocati: Il comune di Gela, risultato poi assente,,l’ex Provincia di Caltanissetta (consorzio di comuni caltanissetta), l’ARPA Sicilia, l’ASP di Caltanissetta, la riserva naturale del Biviere di Gela, la Soprintendenza dei BEni Culturali di Caltanissetta, il Genio Civile di Caltanissetta, il servizio 6 del dipartimento Ambiente della Regione Siciliana, la Capitaneria di Porto di Gela , entrambi assenti, e l’ENI SPA.

La ridefinizione  del perimetro SIn ë avvenuta su richiesta del MATTM (Ministero dell’Ambiente) fatta il 03 giugno 2015. La regione anche su suggerimento dell’ASP ha proposto una bozza di perimetro che includeva degli oleodotti e dei pozzi di petrolio attivi.

La regione ha manifestato l’interesse di inserire anche la discarica di idrocarburi presente in contrada Marabusca nel cuore della piana di Gela, nota, nelle cronache recenti,  per essere stata sotto i riflettori della stampa nazionale.

L’Asp ha ribadito l’importanza di mettere dentro il perimetro gli oleodotti ed i pozzi di petrolio mentre la posizione dell’ex  provincia è stata quella di allargare ulteriormente il perimetro anche ad altri fattori come la ricaduta dei fumi e per cui occorreva uno studio di base. Il direttore della riserva ha ribadito che per giungere a questo tavolo c’è voluto quasi un decennio e che questa è l’occasione per fare una riperimetrazione tenuto conto anche della sensibilità della Piana che è un sito d’importanza Comunitaria.

E proprio per questo va disinquinato, in più questo è uno degli elementi per cui si può arrivare a proporre un sito per le bonifiche nazionali. Ma la cosa più importante è che l’Ente gestore della riserva abbia già prodotto una carta per la regione che contiene tutte le sorgenti di contaminazione potenziali che riguardano ENI ma anche altro. Ha fatto notare che la carta presentata dalla regione non contiene tutti i siti dove sono avvenute tutte le trivellazioni che sono molto più numerosi, ha fatto notare anche che era assente l’ubicazione di un ex centro oli che aveva sede tra il porticciolo rifugio ed il club la Vela.  Ha ricordato che negli anni sessanta settanta quando venivano realizzati dei pozzi di petrolio tutti i fanghi e gli spurghi necessari venivano riversate in trincee di terra che poi venivano interrate. Per cui tali siti sono da indagare ed è necessario individuarli su mappa, si tratta di centinai di siti. L’ENI ha ribadito che i pozzi esplorativi o i pozzi chiusi hanno avuto una fase di chiusura mineraria per cui anche innanzi a pozzi le aree sono state restituite ad i proprietari. 

Si è convenuto alla fine di aggiornare il tavolo il 21 gennaio 2016 e permettere agli assenti di partecipare. 

E’ essenziale che siano coinvolti gli enti locali. Il direttore della riserva, Rocco Giudice, ha dato la cartografia elaborata dalla LIPU, agli uffici dell’ Assessorato Regionale Energia e Rifiuti al fine di integrare le informazioni in possesso a vario titolo dai vari enti.      

Gela: definire la riperimetrazione delle aree da bonificare. Tavolo tecnico all’assessorato regionale

 

La riperimetrazione dell’area Sn ( sito di interesse nazionale ) da bonificare da parte del ministero. Questo é stato al centro del tavolo tecnico che si é tenuto ieri presso l’assessorato Regionale delle acque e dei rifiuti ed energia, e convocato da parte del direttore generale, Ing. Domenico Armenio. Al Tavolo sono stati convocati: Il comune di Gela, risultato poi assente,,l’ex Provincia di Caltanissetta (consorzio di comuni caltanissetta), l’ARPA Sicilia, l’ASP di Caltanissetta, la riserva naturale del Biviere di Gela, la Soprintendenza dei BEni Culturali di Caltanissetta, il Genio Civile di Caltanissetta, il servizio 6 del dipartimento Ambiente della Regione Siciliana, la Capitaneria di Porto di Gela , entrambi assenti, e l’ENI SPA.

La ridefinizione  del perimetro SIn ë avvenuta su richiesta del MATTM (Ministero dell’Ambiente) fatta il 03 giugno 2015. La regione anche su suggerimento dell’ASP ha proposto una bozza di perimetro che includeva degli oleodotti e dei pozzi di petrolio attivi.

La regione ha manifestato l’interesse di inserire anche la discarica di idrocarburi presente in contrada Marabusca nel cuore della piana di Gela, nota, nelle cronache recenti,  per essere stata sotto i riflettori della stampa nazionale.

L’Asp ha ribadito l’importanza di mettere dentro il perimetro gli oleodotti ed i pozzi di petrolio mentre la posizione dell’ex  provincia è stata quella di allargare ulteriormente il perimetro anche ad altri fattori come la ricaduta dei fumi e per cui occorreva uno studio di base. Il direttore della riserva ha ribadito che per giungere a questo tavolo c’è voluto quasi un decennio e che questa è l’occasione per fare una riperimetrazione tenuto conto anche della sensibilità della Piana che è un sito d’importanza Comunitaria.

E proprio per questo va disinquinato, in più questo è uno degli elementi per cui si può arrivare a proporre un sito per le bonifiche nazionali. Ma la cosa più importante è che l’Ente gestore della riserva abbia già prodotto una carta per la regione che contiene tutte le sorgenti di contaminazione potenziali che riguardano ENI ma anche altro. Ha fatto notare che la carta presentata dalla regione non contiene tutti i siti dove sono avvenute tutte le trivellazioni che sono molto più numerosi, ha fatto notare anche che era assente l’ubicazione di un ex centro oli che aveva sede tra il porticciolo rifugio ed il club la Vela.  Ha ricordato che negli anni sessanta settanta quando venivano realizzati dei pozzi di petrolio tutti i fanghi e gli spurghi necessari venivano riversate in trincee di terra che poi venivano interrate. Per cui tali siti sono da indagare ed è necessario individuarli su mappa, si tratta di centinai di siti. L’ENI ha ribadito che i pozzi esplorativi o i pozzi chiusi hanno avuto una fase di chiusura mineraria per cui anche innanzi a pozzi le aree sono state restituite ad i proprietari. 

Si è convenuto alla fine di aggiornare il tavolo il 21 gennaio 2016 e permettere agli assenti di partecipare. 

E’ essenziale che siano coinvolti gli enti locali. Il direttore della riserva, Rocco Giudice, ha dato la cartografia elaborata dalla LIPU, agli uffici dell’ Assessorato Regionale Energia e Rifiuti al fine di integrare le informazioni in possesso a vario titolo dai vari enti.