Gela deve puntare sul turismo. Ecco le proposte di Archeo-Ambiente

Puntare sul turismo, settore di alta attivazione economica in grado di coinvolgere diverse attività. Questo quanto sottolineato dall’associazione culturale Archeo-Ambiente, che ha lasciato una serie di proposte, considerando “che a Gela si è conclusa un’epoca industriale che aveva creato in gran parte dell’opinione pubblica un miraggio di sviluppo senza fine. L’associazione evidenzia come sia necessario istituire una commissione comunale opportuna e gratuita per i vari componenti, costituita da rappresentanti dei vari Enti interessati (Comune, Servizio turistico regionale, Pro Loco, Museo archeologico, Sovrintendenza ai Beni Culturali, Capitaneria di porto, Associazioni culturali, titolari di strutture ricettive ed enogastronomici ed operatori del settore turistico). 
 
Queste le proposte di Archeo-Ambiente, realizzabili a breve e lungo termine. Per quanto riguarda le Infrastrutture turistiche, l’associazione propone di risolvere  il perenne problema dell’insabbiamento del porto per adibirlo a porto turistico e peschereccio. Creare con gare d’appalto un ostello della gioventù ed un’area di sosta per caravan e camper nella zona della Macchitella (limitrofa alla spiaggia) dove sono state demolite alcune palazzine.
Per le Strutture igieniche e ricreative: Intensificare la costa di cestini portarifiuti e dotarla di strutture igieniche e campetti pubblici. Inoltre adeguamento per la balneabilità dei depuratori esistenti, compreso l’eliminazione dell’insufficienza del troppo pieno delle pompe di sollevamento collegate al collettore fognario sud (tra la via Borsellino e il porto rifugio) ed una rete fognaria per la costa ad ovest della città collegata ad un depuratore. In questo modo verrebbero sfruttate le potenzialità di tutta la costa. 
 L’associazione elenca una serie di iniziative  per fare rientrare Gela nei circuiti turistici, come l’esposizione  di pannelli luminosi relativi a testimonianze peculiari della nostra città negli aeroporti e stazioni ferroviarie più importanti d’Italia . Il Comune dovrebbe  dotarsi di depliant a colori e dvd in diverse lingue su Gela e del suo Entroterra che illustrano la storia, i siti archeologici e ambientali, il Museo, le chiese, torri e bastioni e completa di planimetria e di indirizzi utili. Inoltre il comune dovrebbe dotarsi di  due pannelli riportanti la legenda dei beni culturali, a debita distanza, su ognuna delle quattro strade nazionali che convergono a Gela.
L’Archeo- Ambiente, già da due anni, ha collocato un tabellone sulla S.S. Catania Gela, pagando il relativo canone l’Archeo- Ambiente suggerisce di organizzare  le rappresentazioni classiche e grandi eventi nell’area antistante le Mura di Caposoprano, così come avvenivano negli anni ’60 e ’70, non nel retro altre proposte riguardano la Valorizzazione dei beni culturali. “Considerando che i resti delle testimonianze esistenti sull’Acropoli di Mulino a Vento sono pochi, sarebbe opportuno creare in loco dei plastici in scala, 1:10, dei due templi B e C, accanto ad essi. L’Archeo-Ambiente ha da tempo predisposto un progetto relativo al tempio B in quanto maggiori sono i resti, rispetto a quello C.
Tante le  proposte che sono state avanzate dall’associazione: Adoperarsi per accelerare l’inizio dei lavori del Museo del mare per esporre al più presto la nave greca arcaica ritrovata nei fondali di Bulala. Spostare ad est l’ingresso del parco archeologico di Caposoprano e creare contestualmente un’area per posteggio per vetture e bancarelle. Ciò è necessario per eliminare la grave situazione di pericolo esistente in quanto l’ingresso attuale si trova, per un muro di recinzione, su un dosso, su una carreggiata ristretta e senza un marciapiede obbligatorio. Verrebbe rivoluzionato il percorso con la visione panoramica del Golfo di Gela, la possibilità di visitare prima le abitazioni esistenti all’interno del Parco, poi il museo iconografico con le foto del sito al momento della scoperta e dello scavo delle fortificazioni ed in ultimo le Mura. Inoltrare una richiesta per cercare di far inserire le Mura di Caposoprano nel patrimonio dell’Unesco. Una iniziativa, lunga e difficile, basta dire che per inserire “il percorso arabo- normanno” , la città di Palermo ha impiegato 12 anni.
Ripristinare all’interno del Castelluccio i sanitari e la saletta del museo iconografico. Per una sua più facile e migliore fruizione sarebbe necessario allargare la strada di accesso (dalla consorziale all’area recintata di pertinenza) e predisporre una piazzola per far salire i pullman. In genere, i Castelli per la maggior parte dei visitatori presentano un certo fascino per l’alone di mistero che li avvolge. E’ ovvio per evitare danneggiamenti come in passato, dotare il Castelluccio di un opportuno dispositivo di allarme e renderlo visitabile almeno in determinati giorni su prenotazione.
Adeguare la superficie espositiva del Museo archeologico per esporre i vari reperti accatastati negli scantinati. Ciò potrebbe essere realizzato sfruttando l’area limitrofa esistente sul lato nord o adeguando alle norme gli uffici posti al primo piano. Da tenere presente che nel Museo vi sono infiltrazioni di acqua piovana e, addirittura, al I piano qualche vetrina non è più usufruibile.
Effettuare, così come avviene in vari musei del mondo, le copie autenticate di due reperti: la grande maschera gorgonica posta nel timpano dell’athenaion (tempio B), ritrovata a Gela da P.Orsi ed esposta a Siracusa (molto rara) e l’auriga in bronzo esposto a Delfi (ex voto di Polizelo) e riportato in tutti i libri della storia dell’arte, in quanto rappresenta uno dei massimi esempi di architettura bronzea in stile “severo”. E’ essenziale prima assicurarsi dalla direzione del Museo di Gela l’obbligo scritto che queste opere vengano esposte al suo interno e poi iniziare l’iter. Ciò viene messo in evidenza poiché l’Archeo-Ambiente, nel 1999, -dietro una promessa verbale da parte della direttrice in quel periodo- quando tutto era stato definito con Ist. Archeol. Greco, stava per portare con i propri fondi tale opera. All’ultimo momento, la direttrice cambiò idea.
Dotare il museo di Gela di compiuter palmari, vedi il Pergamon Museum di Berlino, da mettere a disposizione dei visitatori, specialmente per piccoli gruppi o famiglie non dotate di guide, con contenuti in diverse lingue relativi alle varie vetrine in esposizione.
Adoperarsi per salvare la Torre di Manfria, pur trovandosi su un terreno privato. Essa fa parte dell’identità gelese.
 

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