Gela e gli altri tre comuni nel limbo: bloccare le elezioni dell’ente intermedio, e chiedere danno di immagine

Presi in giro dalla Regione Sicilia, si sentono così i quattro comuni di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea dopo la bocciatura da parte del Commissione Affari Istituzionale dell’Ars della modifica territoriale che avrebbe permesso loro di lasciare definitivamente le province di appartenenza, per passare i primi tre comuni alla città metropolitana di Catania, e Licodia Eubea a Ragusa, invece adesso tali comuni di sentono nel limbo. Ed è così che hanno deciso di bloccare le elezioni dell’ente intermedio e di chiedere un risarcimento per danno subito essendo rimasti fuori da ogni processo di riorganizzazione.

La  diffida è stata inviata alla Regione Siciliana dai quattro comuni. I soggetti diffidati sono il presidente della Regione, l’assessore regionale alle Autonomie Locali ed il sindaco di Catania nella qualità di sindaco metropolitano, tutti chiamati, a vario titolo, all’indizione e alla convocazione dei comizi elettorali. L’Assemblea Regionale Siciliana invece è stata invitata ad adempiere all’adozione della relativa legge-provvedimento sui passaggi territoriali. Un eventuale successivo ricorso al Tar aprirebbe anche il capitolo del risarcimento dei danni.

“Ci sentiamo come dei bambini a cui, per essere tenuti buoni, gli adulti raccontano delle bugie – ha dichiarato il sindaco Domenico Messinese -. Non c’è nessuna logica in tutto questo danno alla democrazia”. Il primo cittadino si è associato anche alla proposta parallela del sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa, di chiedere un danno d’immagine alla Regione.

L’assessore comunale Francesco Salinitro ha denunciato invece come Gela, e gli altri Comuni nelle stesse condizioni, rischino di rimanere fuori dai processi di riorganizzazione, dopo l’insediamento della città metropolitana. Il componente della Giunta Messinese aveva chiesto al Governatore Crocetta che, in attesa dell’approvazione della norma, i Comuni potessero partecipare a pieno titolo a questi iter. “Il presidente della Regione avrebbe dovuto confrontarsi con l’Ufficio Legislativo – ha raccontato Salinitro -, ma finora non ho ricevuto alcuna risposta al mio quesito”.