Gela, finita la tranquillità in via Parioli

È finita la tranquillità in questa strada, frequentata negli utlimi anni da ragazzi che schiamazzano e che litigano tra di loro, in tutte le ore del giorno, ci volevano pure i migranti. Questo quanto hanno affermato i residenti di via Parioli, che da alcuni mesi si sono trovati a convivere con extracomunitari, verso cui finora non si è visto nessun programma di inserimento.  Se ne stanno lì a bivaccare, o affacciati dal balcone di quel condomio che è diventato ennesimo centro di accoglienza. Ieri “una protesta quasi annunciata, le rivendicazioni dei diritti da parte loro, nascono dal fatto che non sanno come passare tempo”, ha affermato un residente. Nelle ultime settimane, anche alcune mamme degli alunni della Luigi Capuana si erano lamentate. I nostri figli non si sentono più così tranquilli quando escono da scuola per recarsi a piedi a casa.  Il dovere di accoglienza non deve essere visto solo come opportunità di guadagno, non deve essere scisso da quello di integrazione, per garantire ai migranti la graduale conquista della loro autonomia, perchè altrimenti quello che si alimenta è solo una sorta di xenofobia. 
 

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