Gela: la città soffre, in attesa dell’audizione all’Ars e vertice al Mise. Sindacati annunciano altri scioperi

 Dopo la delusione dell’esito dell’incontro effettuato al Ministero del Lavoro, a cui hanno partecipato il governatore Rosario Crocetta e il sindaco Domenico Messinese, i sindacati uniti hanno dichiarato di non sospendere i presidi e di organizzare altri scioperi. Misure straordinarie per Gela sono state chieste non solo dalle conferderazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, ma dall’intero consiglio comunale: bonifiche e lavoro, questo è  quello di cui la città necessita. Una città che, dopo la fuga di Eni, sembra essere stata colpita da un terremoto. Non c’è un’attività che non soffra la crisi economica, dal commercio all’artigianato, all’impresa. E sempre meno le persone che si incontrano per strada.  Fino al 2014 il 26,01% dei lavoratori era impiegato nell’industria contro il 15% dei servizi. Si trattava di circa 3700 persone che prendevano i loro stipendi dal settore industriale, che venivano rimessi in circolo, stipendi che  ora esistono più. Commercianti e artigiani chiedono investimenti urgenti per Gela.  Loro le tasse continuano a pagarle ma i loro introiti sono ridotti al minimo.  Adesso le prossime novità riguarderanno l’audizione  all’Ars del 2 febbraio, e il vertice al Mise per la verifica del protocollo del 24 febbraio. Intanto la città continua a soffrire, e un allarmismo diffuso anche in chi ha lo stipendio. 

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