Gela, la promessa è compiuta. Cene di San Giuseppe per “grazia ricevuta”

Un ringraziamento a San Giuseppe per grazia ricevuta, con una cena per i più poveri. Tutte le cene hanno una storia a sé e nascono da episodi familiari risolti miracolosamente per intercessione della stessa “sacra famiglia”. Ventisette famiglie gelesi si sono dedicate all’allestimento di straordinari altari, per promessa, rivestiti da tovaglie bianche ricamate, e contenenti ogni genere alimentare: frutta, dolci tipici, verdura, pasta, pane dalle forme particolari. Ed per grazia ricevuta, la guarigione della figlia, che la signora Franca ha preparato la Cena in onore di San Giuseppe. Tantissima gente, oggi a mezzogiorno ha accolta la Santa Trinità, in quel pianterreno di via Iudice, riempito di alimenti e pietanze preparate con tanta devozione.  “Ci sono voluti circa  tre mesi di preparazione, e il lavoro di un gruppo  consistente, composto da parenti, amici e vicini di casa”. Ha detto soddisfatta la signora Franca. Misticismo e culture popolari si mescolano e il 19 marzo rappresenta l’epilogo del grande lavoro collaborativo che si vive fino al giorno precedente, quando già in mattinata fervono gli ultimi preparativi ed i dettagli della tradizione che devono essere rispettati,tra questi la benedizione da parte dei sacerdoti di Gela , la recita del Rosario e l’attesa della “Palummella” che a detta degli anziani deve entrare all’interno del luogo dov’è allestita la cena, in rappresentanza dello spirito santo che rende grazia al luogo e lo rende anche pronto ad accogliere il Santo e la sua Famiglia. Un altare pieno di alimenti e pietanze della tradizione gelese. E poi la tavola imbandita con i tre posti a sedere occupati dalla Sacra Famiglia. Due bambini, rappresentanti Gesù e Maria,  e un signore rappresentante San Giuseppe. Il Santo ha bussato due volte all’uscio della casa prescelta, dove è stato accolto. Una tradizione religiosa, ma anche sociale,  dato che la Famiglia di San Giuseppe è scelta, tra la gente povera della città. “I bambini sono stati scelti da me e mia figlia “, ha riferito la signora Maria. San Giuseppe, rappresentato dal signor Orazio, destinerà tutta la sua parte a gente bisognosa. Come vuole la tradizione la  “Sacra Famiglia” si siede a tavola e incomincia a mangiare le pietanze preparate:la pasta fatta in casa con i legumi, il pesce fritto, l’uovo sodo, la frutta e il dolce. Tutti i prodotti della cena e i soldi raccolti vengono distribuiti alle  persone bisognose, compreso le offerte in denaro. Infine la parola di rito “la Promessa è compiuta”.
 
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