Gela: la rinascita passa dalla formazione

“Formazione” è oggi, più che mai, il  mezzo principale che ha la nostra città per uscire dalla crisi economica, culturale e sociale. E’ attraverso una formazione professionale, pertinente e qualificante che una realtà sociale può costruirsi un futuro di prospettiva, con una classe dirigente di livello adeguato, una forza lavoro dinamica che risponda alle esigenze del mercato già esistente ed in fase di start up, e soprattutto una classe imprenditoriale capace di progettare, programmare e gestire le nuove sfide.

In periodo elettorale ciò che ho scritto sembrerebbe essere il testo di una campagna politica, e dovrebbe essere al centro dei programmi elettorali e di governo di chi vorrebbe guidare il paese: invece …

Oggi però voglio parlare di Formazione con la F maiuscola: non un percorso veloce e semplice per prendere un foglio di qualifica, ma un impegno responsabile in cui l’investimento di tempo e di soldi, porti veramente alla creazione di una professionalità capace e pronto a rispondere alle richieste del mondo del lavoro.

Però da qualche tempo tali richieste, sia nel settore pubblico che in quello privato, non sembrano collimare con quelle dei fruitori di questa formazione: il facile perseguimento di un foglio certificante sembra prevalere sul principio di una qualificazione vera e propria.

Certamente la metodologia di selezione del settore pubblico sembra  incentivare il diplomificio piuttosto che il discernimento di un vero professionista: la qualifica prima del qualificato.

Mentre il privato, notoriamente spinto verso  la ricerca della qualità del lavoratore, non mostra molto interesse per un congruo riconoscimento economico al collaboratore di qualità: retribuzioni quanto e quando è possibile

Ecco quindi la dicotomia del futuro dipendente: una formazione costosa ed impegnativa per un futuro con stipendio incerto e poco remunerativo nel privato o nella libera professione, oppure un percorso di studio blando e superficiale per un posto pubblico garantito e sicuro?

Allora non ci resta che sperare in una più attenta selezione pubblica all’insegna del merito, ed in un maggiore rispetto del lavoro altrui in ogni settore produttivo, per ottenere un cambio di tendenza. Oppure sperare forse nel sano e vecchio amor proprio di ogni nostro concittadino, a partire da noi stessi.

Il business della formazione è ripartito. E tanti si stanno aggiornando. Diplomi, Certificati di qualifica, Lauree ed adeguamenti di legge, sono argomenti di tutti i giorni, ma la differenza nel mondo del lavoro sta sempre in come ci presentiamo alle selezioni e come approcciamo nel lavoro che ci danno da fare.

La carta è buona per il fuoco, se non certifica una coscienziosa e solida preparazione. Quindi buon  lavoro, da buono studio! Facciamolo anche per il nostro futuro, per il futuro della nostra Città.