Gela: lotta al caporalato. Una denuncia, e multe per 100 mila euro

Quattro lavoratori in nero, illeciti amministrativi per un totale di 100 mila euro di sanzioni e ritrovamento di numerosi fustini di materiale pericoloso, che ha portato alla denuncia del titolare dell’azienda. Questo il risultato dei controlli sulla repressione del fenomeno “caporalato”, che i Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela, unitamente a militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Palermo, del Nucleo Antisofisticazione Sanità di Ragusa e del Centro Regionale Anticrimine Agroalimentari Agrigento, hanno compiuto presso le aree rurali di  contrada Desusino, Faino e Tenutella.

In totale state identificate 78 persone, tra datori di lavoro e dipendenti,  e controllate 4 aziende. Tra gli illeciti rilevati alcuni hanno riguardato la manodopera, le mancanze inerenti il certificato di Haccp e di autorizzazione sanitaria delle strutture agricole, oltre alla mancata segnalazione della presenza di animali da reddito.

In particolare, la campagna di controllo in atto ha l’obiettivo di  verificare se sul territorio gelese vi siano situazioni di sfruttamento del lavoro, in modo particolare di  migranti irregolari costretti per pochi euro a lavorare con orari pesantissimi, spesso in pessime condizioni igieniche, senza adeguati tempi di riposo o altro diritto garantito. Fenomeno criminale diffuso in Sicilia e tipico prevalentemente del settore agricolo, che sfocia spesso in vere e proprie forme di riduzione in schiavitù perpetrate da cosiddetti “caporali”, autori dell’attività illecita d’intermediazione tra domanda e offerta.

L’attività in atto, data la delicatezza della materia e l’incidenza del fenomeno, proseguirà a largo raggio in tutto il territorio.