A Gela meno posti letto di Enna. Csag: riforma sanitaria “a convenienza”

La Regione Siciliana nel fare le riforme applica un metodo “a convenienza”. Così succede che ad Enna con appena 27.000 abitanti si individuano 335 posti letto con 24 Unità Operative Complesse e 12 Unità Operative semplici, mentre a Gela con 77.000 abitanti, i posti letto siano in totale 236 mentre le Unità operative complesse sono appena 20. Questo quanto sottolineato dal Csag (Comitato per lo sviluppo dell’area gelese) e che si riferisce alla riforma sanitaria della Regione Sicilia su cui ieri sera l’Ars si è espressa in modo favorevole.

Secondo il Csag la riforma sanitaria non avrebbe tenuto conto dei   reali bisogni sanitari delle aree siciliane, delle patologie che incidono sui territori, e dei bisogni effettivi.

Oltre ad avere più posti letto di Gela, Enna si trova ad appena 15 km dal Presidio Ospedaliero di Caltanissetta.

“Anche in questo caso, come del resto avviene per Enna, altra sproporzionata concentrazione di posti letto (328), con 29 Unità operative complesse e 20 Unità operative semplici.

“Una  sovrapposizione e duplicazione di servizi, in barba al risparmio sempre annunciato ma che alla fine grava sempre sulle spalle dei più deboli e meno «rappresentati».” Ha commentato il Csag.

In poche parole Enna e Caltanissetta avrebbero a disposizione 663 posti letto totali, 53 UOC, 32 UOS, cioè con 91.000 abitanti, e hanno le stesse strutture sanitarie delle tre città metropolitane Palermo, Catania e Messina.

“Nel contempo Gela, piuttosto che Marsala o Vittoria, solo per citare alcuni esempi, debbono far fronte alle cure sanitarie per i loro cittadini con molti meno posti letto, e Unità operative complesse, nonostante centri con maggiore popolazione e, nel caso di Gela, con patologie gravi insistenti a causa dell’industria presente in loco per decenni.” Ha affermato il Csag, che parladi  sprechi ed ingiustizie che  caratterizzano questa nuova riforma.

Ma non è finita qui.

“Il centro di riferimento per le ex province di Agrigento, Enna e Caltanissetta per l’Emergenza Urgenza è il Sant’Elia di Caltanissetta, l’unico dei sette individuati in Sicilia a non essere Azienda Ospedaliera ma semplice presidio in capo all’Asp con circa 36.000 accessi al Pronto Soccorso ogni anno, mentre l’ospedale di questa grande area non omogenea che ha il maggior numero di accessi al Pronto Soccorso è il Vittorio Emanuele III di Gela, con circa 43.000 accessi l’anno. Questo comporterà una continua e maggiore attenzione dell’Asp verso Caltanissetta, mentre per Gela ci saranno i servizi meno importanti ed efficienti e le continue promesse che durano da decenni.” Ha sottolineato il Csag.

La riforma a quanto pare non tiene in considerazione, non solo i numeri ma

nemmeno la migrazione sanitaria.

“I gelesi per le cure non effettuabili a Gela, non si recano a Caltanissetta, ma usufruiscono delle Aziende Ospedaliere catanesi, questo continuo concentramento di risorse in centri piccoli dell’interno dell’isola non compensa l’offerta, semplicemente toglie risorse a chi ha veramente bisogno, vanificando di fatto gli sforzi per il risparmio.” Ha detto il Csag, che parla di cittadini di  di serie “A” e di serie “B”.

“Non siamo più nel 18, anno in cui sono state create le province siciliane, oggi la situazione economica, sociale, residenziale in Sicilia è radicalmente cambiata, qualcuno avvisi il governo regionale e l’Ars che siamo nel 2017”.  Ha concluso il Csag.

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