Gela, messa e corona di alloro per il carabiniere Sebastiano d’Immè

Si è tenuta stamani, presso la Chiesa S. Giovanni Evangelista di Macchitella, la commemorazione in ricordo della barbara uccisione del Maresciallo Sebastiano D’Immè, medaglia d’Oro al Valor Militare. Il maresciallo siciliano aveva 31 anni quando nei pressi di Locate Varesino è stato raggiunto da quttro colpi di arma da fuoco, mentre indagava su un gruppo di malviventi che avevano insanguinato con diverse rapine il Comasco.  La messa è stata celebrata dal cappellano militare Don Mario Raneri.

Oltre alla sorella del caduto, hanno partecipato alla cerimonia  il Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, Gen. B. Riccardo Galletta, in rappresentanza del Prefetto di Caltanissetta, Gabriele Barbaro, il Sindaco di Gela Domenico Messinese, in rappresentanza del Tribunale Miriam D’Amore e per il Procuratore della Repubblica di Gela, il Sostituto  Antonio D’Antona, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Luigi Macchia, il Dirigente del Commissariato di PS di Gela Francesco Marino, i Comandanti e Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela e dei dipendenti comandi Stazione di Riesi, Mazzarino, Butera, Niscemi e Gela, la rappresentanza militare del Cobar “Sicilia” dei Carabinieri, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri- Sezione di Gela (intitolata proprio al Sottufficiale Caduto) i rappresentanti dell’amministrazione locale e di tutte le Forze di Polizia locali nonché semplici cittadini che hanno voluto stringersi alla famiglia ed alle Istituzioni in questo momento della memoria.

La cerimonia religiosa, particolarmente sentita sia dall’Arma che dalla comunità gelese, è stata seguita dalla solenne deposizione di una corona d’alloro presso il cimitero monumentale di Capo Soprano.

Il sacrificio del giovane sottufficiale di origini gelesi è stato suggellato alla storia con il conferimento del massimo tributo al valore concesso ai militari periti nell’adempimento del dovere.
Il 18 maggio 1998 il Presidente della Repubblica, con decreto n. 1994, ha insignito il Maresciallo D’Immè della Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” con la seguente motivazione:
“Addetto a Nucleo Operativo di Comando Provinciale, nel corso di predisposto servizio antirapina svolto unitamente a parigrado, intercettava due pericolosi pregiudicati a bordo di un’autovettura di provenienza furtiva. Percependo che gli stessi, avvedutisi di essere stati individuati, potessero sottrarsi al successivo controllo già predisposto con il concorso di personale di rinforzo, non esitava ad affrontare i malviventi, venendo però fatto segno a violenta azione di fuoco. Benché colpito in più parti del corpo, con eccezionale coraggio e non comune determinazione, replicava con l’arma in dotazione finché si accasciava esanime al suolo. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere, spinto fino all’estremo sacrificio”.

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