Gela: nelle casse dal 2014, la nave greca finalmente trova un posto al museo. Domani inaugurazione

Verrà inaugurata giovedi 18 febbraio alle ore 11;00, al museo archeologico di Gela, la prima nave greca ritrovata nei fondali antistante la contrada Bulala,   nel 1988. Alla cerimonia sarà presente tra gli altri l’assessore regionale ai beni culturali Carlo Vermiglio. La nave è stata recuperata con due campagne di scavo nel 2003 (madiere della prua) e nel 2008 la poppa. Dopo il recupero ha subito un’operazione di  restauro nei laboratori specializzati di Portsmouth in Gran Bretagna. È stata restituita alla città  nel 2014, e da allora è rimasta rinchiusa in delle casse di legno al museo archeologico. Infatti  la nave avrebbe dovuto essere esposta nel “Museo della navigazione greca” di Gela, ma nonostante i 5 milioni e mezzo di euro stanziati dalla Regione Siciliana, prelevati dal Fondo Europeo, nessuno lavoro di allestimento è stato compiuto. Da domani finalmente la nave sarà visitabile dai cittadini e dai turisti, infatti è stata collocata nella  sala vascolare, attrezzata con un impianto di climatizzazione. La nave greca è risalente al VI secolo a.c. , e rappresenta un’unità navale   da carico di grandi dimensioni (21 x 6,50 m). Unico esempio di nave antica costruita con una tecnica particolare, già citata da Omero nel II libro dell’Iliade: il fasciame della carena era infatti “cucito” con fibre vegetali. La datazione la fa risultare di 60 anni più vecchia della famosa nave arcaica recuperata nel 2008 nelle acque gelesi e restaurata in Inghilterra. Il rinvenimento è avvenuto al largo della costa di contrada “Bulala”, nel fondale argilloso e sabbioso a 4 chilometri di profondità, a circa 800 metri dalla costa, e a circa 2 km ad est dalla foce del fiume Gela.  Diversi i materiali recuperati in quella occasione nei  fondali, fra i quali figurano un’anforetta, una brocca, una kylix a vernice nera d’importazione dall’Attica ed un vaso detto cothon d’importazione corinzia. Grazie alle caratteristiche del fondale la nave era molto ben conservata nella sua struttura lignea e conservava un carico vario, coperto da uno strato di pietre utilizzate come zavorra. “È stato necessario il coinvolgimento dei media nazionali per far rivedere la luce alla nave greca”, ha detto il sindaco Domenico Messinese, che ha sottolinato nella sua pagina Facebook, come la causa -effetto si stia verificando in vari settori che a Gela non funzionano. “Abbiamo reso noto le disfunzioni dell’ospedale e arrivano gli ispettori regionali. Denunciamo su La7 come la Nave Greca giaccia negli scatoloni del Museo e dopodomani i suoi pezzi saranno in mostra per l’utenza. Diffidiamo l’Agenzia delle Entrate dal lasciare Gela e adesso cerca nuovi locali. Scriviamo al presidente della Repubblica per mantenere l’unico giudice monocratico al Tribunale di Gela e in città arriva il vice presidente del Csm. Contestiamo l’accorpamento del Museo di Gela a Caltanissetta e una settimana dopo diventa capofila. In Fisica lo chiamano principio di causa/effetto, in politica la chiamo perseveranza”, ha scritto il primo cittadino. L’inaugurazione prevede l’apertura delle casse contenenti i reperti lignei più significativi del relitto greco arcaico a seguito del restauro di  Portsmouth gestito dalla Soprintendenza dei beni culturali di Caltanissetta. Inoltre, sarà possibile visionare alcuni oggetti apparteneti alla nave, recuperati nelle ultime campagne di scavo, attraverso una esposizione che descrive: “la vita di bordo, lavori a bordo e sulla nave…”.