Gela non può morire? Greco: presidente, è troppo tardi. Doveva ascoltarci

Arriva troppo tardi la frase “Gela non può morire”, pronunciata dal  Presidente Rosario Crocetta, perchè ad arrivare prima e senza ricevuta di ritorno, sono state le lettere di licenziamento. Questo quanto sottolineato dall’avvocatao Lucio Greco, fondatore di Un’Altra Gela.

“Ma cosa si aspettava il grande governatore dopo la firma di quel protocollo? Ci voleva tanto tempo a capire che, in quel modo, si sanciva la morte di Gela?” . Questo quanto messo in evidenza da Greco e in riferimento al protocollo di intesa con Eni, firmato il 6 novembre del 2014, e che ha portato alla chiusura dello stabilimento in attesa della riconversione.

“Se il governatore, invece di circondarsi di persone interessate, avesse ascoltato – ha riferito Greco-  le preoccupazioni e le grida di allarme della gente che vive ed opera nel territorio, non saremmo arrivati a questo punto.

Se il governatore avesse dato seguito a quanto gridato nel comizio di protesta che si è tenuto in piazza Umberto I° alla presenza del segretario Generale della Cgil Susanna Camusso, avremmo evitato questo disastro”.

Il governatore della Sicilia ha inviato qualche giorno fa una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella con cui ha chiesto un incontro a Roma sulla questione Gela e sulla crisi economica che la città sta affrontando dopo quella firma con il colosso petrolifero. Disoccupazione e fuga dalla città sono stati finora i risultati.

“Ora, di fronte al contenuto della sua lettera, non ci rimane che trarre la seguente conclusione: il governatore, preoccupato dalle proteste dei gelesi e lanciato a tutta velocità verso una sua riconferma alla presidenza della regione, cerca di correre ai ripari, senza rendersi conto però, che, così facendo, certifica la sua totale incapacità a condurre una trattativa così delicata”. Ha continuato Greco.

“Si sarebbe, insomma, fatto prendere in giro dall’Eni che, approfittando della sua ingenuità e della sua notoria bontà, avrebbe fatto, come sempre, il bello ed il cattivo tempo. Finiamola con queste trovate!!!” Ha scritto Greco.

“La drammaticità dei tanti lavoratori ridotti sul lastrico e la crisi che ha messo in ginocchio il nostro territorio, impongono ben altro che una lettera resa pubblica per fini elettoralistici. Ci vogliono e bisogna pretendere interventi seri – ha concluso Greco- come quelli accordati in altre realtà industriali e tali da compensare il grande e pesante prezzo pagato dalla nostra intera comunità.”