“Gela non vuole morire”: un lunghissimo corteo di 10 mila persone reclama il lavoro

“Gela non vuole morire”. Questo è il coro unanime che si è sollevato da circa 10 mila persone che hanno partecipato alla manifestazione sulla vertenza Gela, promossa dal consiglio comunale di Gela.  Istituzioni, commercianti, organizzazioni sindacali, studenti, ordini professionali, artigiani, imprenditori, pensionati, casalinghe, tutti si sono stretti accanto ai lavoratori dell’indotto e del diretto dello stabilimento petrolchimico gelese. “Non vogliamo andare via da Gela” questo è il grido dei giovani della città, che senza la speranza di un  lavoro sarebbero costretti ad emigrare, così come già avvenuto per molti. Una città che rischia di morire dopo quella firma sul protocollo del 6 novembre 2014, che avrebbe dovuto portare alla riconversione verde dell’industria petrolchimica, oltre alla bonifica delle aree dismesse, ma che finora ha portato solo disoccupazione di circa 1000 lavori dell’indorro  e il trasferimento della maggior parte dei dipendenti del diretto, ridotti solo a 450. Una situazione ha trascinato nel baratro l’economia di un’intera città.  “Lavoro”, “acqua cristallina”, “bonifiche”, questo hanno gridato oggi i cittadini. Una città solidale, e un corteo che rimarrà nella storia di Gela. In prima fila il sindaco Domenco Messinese, accompagnato dai primi cittadini del comprensorio, da Riesi, a Niscemi, a Piazza Armerina. “Oggi Gela ha dimostrato di essere unita, un territorio che in modo dignitoso sta dicendo che sta morendo. Oggi abbiamo dimostrato con dignità che a Gela ci sono dei problemi che non abbiamo voluto noi. Abbiamo subito una industrializzazione forzata, e oggi stiamo subendo un ridimensionamento improvviso che ha impoverito tutto il territorio. Oggi siamo qua non per assistenzialismo , per gli  ammortizzatori sociali, ma siamo qua per reclamare lavoro, e un futuro basato sul lavoro. La politica è stata sempre assente, e non ci ha dato infrastrutture. “Ha detto il sindaco Domanico Messinese. Domani il primo cittadino sarà a Roma , con il governatore Crocetta, per un incontro al ministero del Lavoro. “Saremo ancora più forti dopo la giornata di oggi”.  Ha sottolineato il primo cittadino. Tutti con fasce “Uniti per il lavoro”, l’intero consiglio comunale. “Siamo qui come semplici cittadini, la città di Gela è stanca di aspettare, ci vogliono il bonifiche e il lavoro. La cassa integrazione non è la soluzione, ci vogliono iniziative per reimpiegare i cittadini, solo con il lavoro la città si può sviluppare e andare avanti”, ha detto il presidente del consiglio Alessandra Ascia. Presenti tutte le sigle sindacali. “La manifistazione di oggi non serve per chiedere gli ammortizzatori sociali, ma le autorizzazioni per permetterci di iniziare i lavori, e il reimpiego dei lavoratori dell’indotto, ma chiediamo anche le bonifiche, che già sono inserite nel protocollo. interventi intrecciati che ci permettoro di risolvere in questa fase transitoria, alcuni problemi. Poi c’è l’accordo di programma che ci permetterà di sviluppare tutta una serie di iniziative, e per tale motivo stiamo protestando “, ha detto Emanuele Gallo segretario della Cisl. “

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