Gela, odissea per smaltire un elettromestico

A Gela chi vuole disfarsi di un rifiuto ingombrante (frigorifero, lavabiancheria), può rassegnarsi a tenerselo a casa o , come vuole usanza cittadina, abbandonarlo nelle periferie. É successo stamani a un cittadino gelese che ha acquistato una nuova lavabiancheria e ha deciso di smaltire  la vecchia. Telefona  al numero verde della Tekra, ma nessuno risponde, la telefonata rimane in attesa all’infinito. Allora il “buon cittadino”, si carica del pesante rifiuto e si reca nella discarica di Timpazzo, ma la risposta che ha ricevuto è stata “non possiamo prendere questo tipo di rifiuto”, tra l’altro l’altra discarica per contenere il rifiuto speciale,  è stata chiusa.  Che fare allora? L’unica risposta che ha ricevuto: “la porti dove vuole”. Il cittadino esasperato ha deciso di riportare a casa  il rifiuto, in attesa di trovarle una collocazione accettabile. Questo è uno dei tanti i problemi che stanno spuntando in questi giorni: acqua inquinata a Caposoprano, carenza idrica in alcuni quartieri, raccolta rifiuti, operai in protesta per mancata erogazione di stipendi, mercato settimanale, aggressione cani randagi. Problemi che vi erano anche prima. Ma che ora sembrano essere emersi all’improvviso, tutti insieme. Sono passate poche settimana dall’insediamento di Domenico Messinese, ma come può affrontare e risolvere tutti queste emergenze che stanno proliferando di giorno in giorno?