Gela piange Emanuele Semplice. Due mesi di calvario dopo l’esplosione nel cantiere in cui era caposquadra

Aveva una moglie e due figli  Emanuele Semplice, di 49 anni morto ieri mattina nell’ospedale di Siracusa a due mesi dall’eplosione di un compressore avvenuto in un cantiere della Sicisaldo a Melito Porto Salvo, dove lavorava come caposquadra.

Per lui, investito dall’accidentale esplosione, il 9 febbraio scorso, durante la costruzione di un metadonotto, oltre alla perdita della gamba, è iniziato un calvario con trasferimento da un ospedale a un altro per cure approrpiate.

A Siracusa era sottoposto ad una terapia intensiva con coma farmacologico. Sull’infortunio indaga la magistratura e l’ispettorato del lavoro.

Emanuele Semplice era conosciuto in città come un grande lavoratore e un buon padre di famiglia.  Nella stessa società vi lavora anche il figlio.

“Ho avuto l’onore di conoscerti è lavorare insieme ha te sei stato un grande uomo è amico..r.i.p.” Ha scritto un collega. “Un altro angelo è  volato in celo Gesù apri le tue braccia .e dai la forza alla famiglia che ora a bisogno della tua forza di andare avanti”. Scrive qualcun altro. “Non doveva finire così….non è giusto”. Questi alcuni messaggi di cordoglio.

Tante le preghiere per la sua ripresa in questi mesi da parte di parenti e amici, anche le non mostrava segni di ripresa. La morte di Emanuele Semplice si aggiunge alla lista di persone che hanno perso la vita durante il lavoro. A gennaio è volato in cielo  Gianluca Caterini, veva 28 anni, il suo torace è stato schiacciato da un tubo di metallo, mentre era a lavoro in un altro cantiere a Castel di Lama (Ascoli Piceni) dove si stava costruendo un metanodotto.