Gela piange per Nuccia, altra giovane vittima del tumore

Immaginava, per gioco, sé stessa e le sue amiche di sempre invecchiare fra trent’anni, con i capelli colorati e i fiori in testa, prendendo a morsi la vita.

Dovrebbero essere pensieri normalissimi, quando hai quarant’anni e un futuro ancora lungo davanti, una normalità che con Nuccia però è stata ingiusta. È morta ad appena quarant’anni, stroncata da un terribile tumore.

Una donna gioiosa, ironica anche nella malattia, una grande amica con cui ridere e piangere. Sono tanti i messaggi che in queste ore la gente che la conosceva le sta dedicando.

“Da oggi in poi – scrive un amico – quando guarderò il cielo, i miei pensieri andranno a te. Stella stupenda, amica unica. Certi legami vanno oltre…ci vedremo lassù”. “Sempre dolce e sorridente – commenta qualcun altro – e adesso? Solo il vuoto e la tristezza”.

Un nome che si aggiunge a tantissimi altri, un’esistenza in meno in una città che conta le sue vittime. Nuccia ha lottato a denti stretti, ma non ce l’ha fatta. Oggi, anche in suo onore, la città dovrebbe alzare la testa e chiedere a gran voce il diritto alla vita.