Gela, posizione strategica ma infrastrutture inesistenti. Trasformarla in “hub del Mediterraneo”

 
Proprio da Gela è partita la richiesta per fare dell’isola un hub intermodale, crocevia di merci, persone e sviluppo sostenibile. Questo quanto emerso dal convegno nazionale che si è tenuto ieri presso l’hotel villa Peretti, e organizzato da .  “Sì a marebonus. Sì a ferrobonus. Sì agli ecobonus e agli 80 milioni di euro previsti come incentivi alle imprese che si occupano di trasporto”.Questo qunto sottolineato dal sottosegretario ai Trasporti Simona Vicari, intervenuta al convegno nazionale “La Sicilia hub del Mediterraneo” .
Le due tavole rotonde, tecnica e politica, di ieri mattina sono iniziate con la benedizione di don Filippo Puzzo della parrocchia di Santa Maria della Speranza di Niscemi e i saluti del sindaco di Gela, Domenico Messinese e del vice Simone Siciliano.
Tanti gli argomenti che sono stati affrontati e che saranno ripresi al tavolo convocato al ministero dei Trasporti per mercoledì 1 giugno.
All’ordine del giorno ci saranno le deduzioni forfettarie, gioie ma soprattutto dolori dei trasportatori, risorse economiche per l’acquisto di veicoli Euro 6, sgravi fiscali per abbattere il costo del lavoro e, ultimo ma non ultimo, tempi di pagamento. 
“In un’ottica che vorrebbe davvero il rispetto delle regole e non le imprese fare da banche ai loro committenti” ha sottolineato la presidente nazionale di Assotir Anna Vita Manigrasso in un confronto a due con la Vicari.
“Il settore abbia bisogno di regole che in parte ci sono e in parte vanno riscritte –  ha commentato Claudio Donati, segretario nazionale T.I. Assotir–  che vadano fatte rispettare non solo per i trasportatori ma anche per chi lavora con i trasportatori. Insomma, ci aspettiamo che lo Stato non rimanga inerte, come molto spesso succede, ma faccia una scelta di campo che garantisca regole certe per tutti, anche da chi dà lavoro agli autotrasportatori a volte anche al limite della legalità”. Un passo avanti in questo senso è stato fatto dal portale web dell’albo-autotrasporto, voluto da Renzi, in cui un committente potrà selezionare il proprio autotrasportatore verificandone l’affidabilità con un clic, attraverso il controllo online della posizione d’impresa e la regolarità dei pagamenti.
“Il tavolo dell’autotrasporto – ha commentato il sottosegretario Simona Vicari – sarà un momento di confronto quasi definitivo perché il Governo sta puntando molto sull’intermodalità, sullo sviluppo delle infrastrutture, sui sistemi portuali. Abbiamo incentivi  – ha proseguito – che riguardano lo spostamento delle merci dalla gomma al mare, destinati per circa il 70 per cento agli autotrasportatori. Incentivi anche per chi investe sul ferro, quindi sui trasporti su rotaie, per chi investe in mezzi più ecologici e per chi investe in formazione. Siamo a Gela ed è da qui che vogliamo dare un segnale importante. Credo che la politica regionale sia stata finora abbastanza sorda. Il governo nazionale sta puntando sulla Sicilia. Abbiamo investito nei porti di Catania e Palermo con importanti infrastrutture e messo a disposizione i fondi alle autorità portuali. Occorre fare sistema”.
Sicilia e Infrastrutture:   Al centro del Mediterraneo, punto equidistante tra il canale di Suez e lo Stretto di Gibilterra, Gela e la Sicilia gode di una posizione che potrebbe e dovrebbe essere sfruttata dall’Europa e dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo (Asia e Africa comprese) come punto di rifermento per il trasferimento delle merci. 
Ma qual è la situazione effettiva con cui l’Isola fa i conti? Tre relatori hanno fatto il punto di logistica e intermodalità in tutta la Sicilia.
Patrizia Costanzo, presidente interprovinciale Palermo e Trapani T.I. Assotir ha fotografato la parte occidentale descrivendola come quella con i maggiori problemi logistici: “Per quanto concerne il porto di Palermo ci sono delle aree del porto attrezzate per l’attracco delle navi, altre in disuso. Dobbiamo riuscire ad avere un traffico marittimo più efficiente e soprattutto una possibilità di diminuzione di costi che sono davvero esagerati e gli imprese di autotrasporto non ne possono più”.
Salvatore Sciagura, presidente regionale T.I. Assotir ha descritto inesistenti le infrastrutture di Gela e dintorni: “Gela, con una posizione strategica, di passaggio dall’Africa all’Europa, deve sviluppare il porto, l’interporto, l’aeroporto, le strade, le autostrade”.
Sicilia Orientale tra incertezze e miglioramenti costanti quella che emerge dalle parole di Santo Zuccaro, presidente T.I. Assotir Catania: “La nuova darsena al porto di Catania è un passo avanti, ma resta il gap autostradale e infrastrutturale. L’interporto è un’occasione sprecata: è stata data in gestione privata,  e non si capisce che cosa fanno. Se i soldi spesi sono serviti a questo, sarebbe meglio chiuderlo subito”.
Le risposte della politica: – La politica non è stata in silenzio. Presente all’incontro anche il deputato regionale Nino D’Asero, componente della Commissione Attività Produttive. “qualche passo avanti è stato fatto, pensiamo ai porti e aeroporti – ha detto –  ma restiamo fermi sull’importante segmento degli interporti, da integrare al nodo ferroviario e a quello stradale”. Di opportunità da cogliere attraverso l’agenda europea 2014-2020 ha parlato  ha sottolineato il sottosegretario alle Politiche Agricole e Forestali, Giuseppe Castiglione. “Parliamo di scelte strategiche – ha sottolineato  -Il tema infrastrutture è il tema principale attorno a cui si innesta una capacità produttiva del nostro Paese e della nostra Regione.
 
“Le soddisfazioni di oggi sono state tante – ha commentato a fine giornata la presidente nazionale Manigrasso –  innanzitutto per la presenza degli autotrasportatori e poi per la politica. Noi di Assotir Italia ce la metteremo tutta per arrivare agli obiettivi comuni per le aziende del settore”. 
Soddisfatto Pino Bulla, vice presidente nazionale T.I. Assotir, per i punti fermi raggiunti con questo incontro: “Abbiamo raggiunto dei risultati importanti anche se l’ufficializzazione arriverà il primo giugno, ma era da tempo che il nostro mondo attendeva queste risposte dal governo. Si parla da sempre di risorse economiche ma mai messe a disposizione”.
 
 

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