Gela, progetti del Patto per il sud a rischio. Arriva l’ispezione regionale. Di Paola: invece di sburocratizzare si rischia la beffa

Patto per la Sicilia, erano 2,3 miliardi di euro da spendere subito in opere cantierabili che avrebbero portato sviluppo e rinascita. Ad oggi sono stati appaltati solamente 250 milioni di euro, ma altri 2,1 miliardi rimangono nel cassetto. Troppi i fondi non impiegati. A sottolinearlo è il deputato regionale Cinque Stelle Nuccio Di Paola.

“Il Governo regionale in continuità con la vecchia politica, invece di accelerare la spesa e realizzare le opere previste sta pensando di revocare ai Comuni le somme ad oggi non ancora spese. “ Ha sottolineato Di Paola.

A quanto pare il governatore Musumeci ha inviato ispezioni nei comuni interessati per verificare lo stato dei progetti e dirottare i fondi altrove. Nove progetti di Gela che proseguono a rilento. Gli ispettori regionali sono arrivati un paio di giorni fa e la città rischia di perdere 30 milioni di euro.

“Perché devono essere i cittadini a pagare le colpe di una burocrazia lenta e farraginosa?
Perché il Presidente Musumeci invece di revocare i finanziamenti non provvede ad un adeguato supporto tecnico alle pubbliche amministrazioni, quindi di conseguenza ai cittadini?” Si chiede Di Paolo.

I progetti per la città finanziabili con il Patto per il sud sono l’area attrezzati per cani, l’asilo nido di via Albinoni, il completamento del lungomare Federico di Svevia II, lo stadio di Marchitello, la riqualificazione urbana di Macchitella, quella dell’orto Pasqualello, lo svincolo Manfria-Roccazzelle, Un via tre piazze, il tetto della scuola Albani Roccella. Progetti ora a rischio. 

“Invece di sburocratizzare qui si rischia l’ennesima beffa”.   Ha detto Di Paolo

“Chiederemo a Musumeci quali siano le loro reali intenzioni, perché oltre al “Pacco”, diciamo NO all’ennesima beffa per i siciliani!” Ha detto di Paola.

“Chiederemo al Governo regionale di concedere più tempo ai comuni per definire i progetti e renderli cantierabili” ha detto Di Paola.