Gela: quando l’amore non va d’accordo con l’ortografia e l’educazione

Tra sgrammaticature e slanci poetici, le dichiarazione d’amore  affidate ai graffiti urbani possono rivelarsi a volte divertenti. Adolescenti o meno che passano tempo a imbrattare angoli delle città, e Gela non è da meno, con scritte d’amore (e non solo) sui muri: frasi spesso sgrammaticate e stravaganti, errori magari dovuti alla fretta di urlare il proprio amore al mondo intero. Ed è così che non potevano rimanere indifferenti alla gigantesca frase scritta con un pennarello nero, su un supporto che non è il solito muro, ma un camion parcheggiato nei pressi della rotonda del lungomare gelese. “”Giovvanna io. ti. Amo”, questa la frase che un baldanzoso innamorato, o deluso da una relazione, ha voluto urlare all’intera città. Ma al di là  degli orrori ortografici, la scritta testimonia   una propaganda doppiamente colpevole: di ignoranza e di inciviltà. Ad essere compromessa questa volta non è stata la veste urbana, ma una proprietà privata.