Gela ricorda la Grande Guerra, approda in città la rassegna itinerante “Le giornate della memoria”

Appuntamento a Gela con la rassegna itinerante “Le giornate della memoria”, nata in occasione del centenario dall’inizio della Grande Guerra e del settantenario della fine della seconda Guerra Mondiale, al fine di approfondire la riflessione e favorire la conoscenza attraverso memorie e ricordi che hanno attraversato i fatti storici accaduti tra il 1915 e il 1945. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Akkuaria, con il patrocinio istituzionale dei Comuni di Gela e Sutera, approderà in città per il quarto incontro dal titolo “Leggenda del Pasubio” in ricordo di Salvatore Damaggio, figlio dell’allora Terranova. Particolare attenzione sarà prestata alle testimonianze e ai ricordi raccolti nel volume “Alle spalle un cielo plumbeo come addensamento di vapori in maggio”, che sarà presentato dai curatori Vera Ambra ed Erberto Accinni, dal professor Mario Tona, Direttore del Museo Etnografico di Sutera, che ha gentilmente offerto alcune pagine del diario del tenente veterinario Giuseppe Carruba Toscano e preziose testimonianze di alcuni suteresi che hanno combattuto per la difesa della Patria e dal dottor Antonio Bonelli, sostenitore della Rivista “Fiume”, che ha fornito i memoriali del nonno, Arrigo Ghinelli, giovane bersagliere, arruolato volontario all’età di diciassette anni. Per quanto riguarda invece la Seconda Guerra Mondiale, particolare attenzione sarà data alla tragica giornata dell’8 settembre ’43. Due dei tanti italiani coinvolti nella infausta giornata hanno raccontato nei loro diari quanto hanno visto. Uno è il ventenne Emilio Ambra, arruolato di leva e stanziato in forza a Venezia, si trovò a dover scegliere se andare con i fascisti o con i partigiani e l’altro è Federico Accinni, imbarcato sullincrociatore Attilio Regolo, che vide e visse laffondamento della Corazzata Roma e la tragedia che ne seguì. Più di milletrecento marinai morirono con la loro nave, altri venticinque perirono giorni dopo a causa delle ustioni e furono sepolti nel cimitero di Mahon. Generalmente dimenticate, inoltre, sono le condizioni delle donne durante i conflitti bellici, costrette a un maggior accumulo di lavoro per l’assenza dei maschi, a barcamenarsi fra ristrettezze economiche e alimentari, ad assumersi nuove responsabilità e soprattutto a sostituire le braccia maschili nei lavori pesanti e pericolosi delle fabbriche. L’argomento sarà proposto dalla prof.ssa Anna Castiglione, presidente della Fidapa Giarre-Riposto. Un’altra singolare e unica figura leggendaria è quella di Lucia Apicella, universalmente conosciuta come Mamma Lucia. Il centro della storia della sua vita riguarda quello che accadde nel settembre del 1943, quando le truppe anglo-americane sbarcarono a Salerno. Lo scontro con le forze tedesche disseminò di morti i monti di Cava. A conclusione del conflitto, gli anglo-americani, avanzando, portarono con sé i loro caduti, ma i soldati tedeschi restarono abbandonati miseramente sui luoghi della battaglia. Fu Lucia Apicella, dopo pesanti insistenze con le autorità civili e persone del luogo, a rinvenirli e ricomporli in cassette di zinco, fatte costruire a sue spese, trovando poi per tutti loro una dimora temporanea presso la chiesetta di San Giacomo di Cava de Tirreni. L’appuntamento a Gela con “Le giornate della memoria” si terrà il 15, 16 e 17 settembre, dalle 18:00 alle 20:00, nei locali di Palazzo Pignatelli, sul corso Salvatore Aldisio 67.

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