Gela rivendica il diritto alla salute: domani udienza del processo contro Eni. Chiesta dismissione di impianti e bonifica

Si terrà domani 13 gennaio, presso il Tribunale di Gela  la prima udienza del processo contro le società del gruppo Eni, e che riguarda il  provvedimento di urgenza presentato dall’avvocato Luigi Fontanella  alla magistratura (art. 700 cpc) per fermare ogni impianto della raffineria ancora in marcia ed “impedire che continui a inquinare e a creare danni”.  Il processo di domani rappresenta anche una Gela che si ribella allo stabilimento petrolchimico, e che rivendica il diritto alla salute. In attesa della riconversio in bio raffineria, come da Accordo sottoscritto al Mise il 6 novembre del 2014, gli  unici impianti attualmente in marcia nel petrolchimico sono la centrale termoelettrica, il depuratore biologico e le “utilities”. Il processo civile di domani è una conseguenza dell’esito della  relazione  dei cinque periti di fama internazionale , nominati dal tribunale di Gela e  depositata lo scorso luglio nell’ambito del processo sulle malformazioni. La relazione  ha affermato l’esistenza di un nesso di casualità tra inquinamento industriale e taluni tipi di malformazioni neonatali riscontrate sui bambini gelesi (spina bifida, palatoschisi, ecc.), e parla di “disastro ambientale permanente” per via del rilevante inquinamento di aria, acqua, suolo e sottosuolo, i cui effetti nocivi giungono all’uomo attraverso la catena alimentare. L’avvocato  Luigi Fontanella, è il difensore dei genitori di una trentina di bambini malformati che stanno portando avanti un’azione risarcitoria nei confronti del colosso industriale. L’avvocato con il ricorso cautelare di urgenza, che portala firma di oltre 500 cittadini, chiede   lo stop delle trivellazioni e delle estrazioni dai pozzi, e obbliga l’ Eni a implementare le bonifiche previste dal piano ambientale del 1995. In ballo viene tirata anche l’amministrazione comunale quale autorità sanitaria del territorio, e deputata a garantire la sicurezza e la tutela della salute pubblica. Finora a causa dei gravissimi ritardi nelle bonifiche previste dal piano di risanamento ambientale ai cittadini non è stata assicurato il diritto di vivere in un ambiente salubre. Ed è propio il diritto alla salute che con il processo di domani che i cittadini rivendicano. Domani vedremo se il comune di costituirà parte civile e contro chi.
 

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