Gela sempre più indietro, urgenti infrastrutture. Agati: i politici fanno solo gli interessi di sè stessi

Una città al collasso, con un Pil locale tornato indietro negli anni ’60, con una deflazione immobiliare del 35%. Questo il grido di allarme di Francesco Agati, dirigente cittadino di  Fratelli d’Italia e presidente dell’Associazione Sviluppo del Golfo di Gela, che sottolinea come sia urgente per Gela  la realizzazione delle  infrastrutture. E lo chiede ai politici comunali, regionali e nazionali attualmente in carica istituzionale .
“Ormani da trenta anni – ha detto Agati – nessuno fa gli interessi di Gela, ma tutti cercano una poltrona da riscaldare per i prossimi cinque anni e un esoso stipendio da cattivissimo politico, spesso molti amministratori gelesi dimostrano una ignoranza, scarsa conoscenza del territorio e arroganza da fare rabbrividire. Pronti a parlare di problemi, ma mai a trovare soluzioni. Una delle maggiori colpe del politico gelese è lo scarso amore verso il territorio, la mancanza di opposizione a chi ha interesse di denigrare Gela, soffocandola economicamente, chiunque arriva a Gela detta legge e il politico gelese aspetta lo stipendio fino agli ultimi mesi di mandato, a questo punto si mobilita per l’ennesima volta per prendere in giro, imprenditori, commercianti, lavoratori, disoccupati, donne madri, disabili, anziani”.
 
PIL (prodotto interno lordo)  locale, ridotto drasticamente,  deflazione immobiliare, negozi che chiudono “una decadenza, economica, sociale simile alle città e paesi meno progredite del mondo, favelas (San Paolo), o i sobborghi colombiani. La ricchezza sfoggiata dal gelese sta mese dopo mese svanendo. Il degrado sociale, la mancanza di lavoro trasforma il gelese in un disperato che può effettuare gesti inconsueti di danneggiamento, lesioni e spesso a suicidio, anche per futili motivi.” 
 
Agati fa un elenco delle opportunità infrastrutturali perse da Gela: 
 
“Porto nel 2007, Salvatore Cuffaro invia sessantacinque milioni di euro per ingrandire, e rendere fruibile il porto di Gela, per pescatori e diportisti. Crocetta li rimanda indietro, finanziando di fatto la rifinitura dell’autostrada Palermo-Messina;
 
Aeroporto nel 2005, Gela pur avendo un territorio più vasto di Comiso, correnti più favorevoli, un bacino di utenti più vasto, perde la contesa con la piccola cittadina iblea; 
 
Ferrovia, Gela da diversi anni dopo la caduta dei ponti realizzati nell’ottocento in prossimità di Caltagirone, non ha più collegamenti ferroviari con la città metropolitana di Catania;
 
Autostrada Gela-Rg-Siracusa, ancora una volta i politici gelesi per scarso impegno, per ozietà, e nullafacenza perdono la contesa con i politici di Siracusa, i cantieri circa cinque anni fa sono partiti dalla città greca, oggi i lavori proseguono a Rosolini;”
 
L’Associazione Sviluppo del Golfo di Gela, chiede a politici, imprenditori, che si attivino subito per utilizzare infrastrutture già presenti nel territorio e oggi abbandonate, e quelle finanziate. 
 
“La prima è il porto isola di Gela, struttura di rilevanza nazionale, appartenente alla classe e categoria II, area portuale di rilevanza nazionale (legge 84 del 28/01/1994), possa essere utilizzato dopo le dovute modifiche (rimozione tubi) in parte o tutto  per fini commerciali con l’attracco di piccole e medie navi commerciali, e navi container da 800 TEU a 4000 TEU , e l’arrivo e partenza di catamarani turistici e traghetti il fondale di nove metri lo permette, facile accordo da farsi con Eni, e Regione”.
 
“La seconda, che i cantieri dell’autostrada Gela-Rg-Siracusa già finanziati, con gli espropri fatti possono dopo quaranta anni partire da Gela. Richiesta da fare a Anas e Regione Sicilia.”