Gela: randagismo? È il caso di darsi una mossa. C’è una legge regionale che non viene rispettata

Sempre più randagi nel territorio gelese. Un problema che le amministrazioni comunali che si sono succedute non hanno mai risolto, nonostante i buoni propositi. Eppure c’è una legge regionale, quella del 3 luglio, n. 15  del 2000, che “promuove la protezione degli animali con particolare riguardo alle condizioni di vita degli animali domenistici e di affezione, e sostiene gli interventi finalizzati alla tutela umana e animale, alla salvaguardia del territorio, al riequilibrio ambientale e alla prevenzione del randagismo” . Ma nella nostra città tale disposizione non non è conosciuta, o comunque non è stata mai osservata. Quante campagne di sensibilizzazione alla adozione sono state portate avanti dalle amministrazioni gelesi? Che fine ha fatto il centro di  sterilizzazione che era stata annunciato un anno fa dall’allora assessore all’ambiente Giuseppe Ventura? Come si sta combattendo il fenomeno del randagismo? A proposito di randagismo la stessa legge detta delle linee guida “con lo scopo di promuovere la salute pubblica, la tutela e il benessere degli animali, favorendonde la corretta convivenza con l’uomo e riconoscendo alle specie animali il diritto ad una esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche e etologiche”. I recenti fenomeni di aggressione a passanti, nelle zone periferiche della città, con l’apice nel quartiere Macchitella presso il fiume Gattano, non hanno sortito nessun effetto. Eppure i cani randagi sono di proprietà del Comune, quindi di proprietà del sindaco.  “Quello che è sempre mancata – ha detto Max Greco, portavoce della Lida – è una collaborazione tra amministrazione e associazioni animaliste. Solo noi siamo in grado di riconoscere se un cane sia aggressivo o meno.  Perchè vi sono randagi che possono tranquillamente convivere con l’uomo senza arrecare danno e niente e nessuno. Altri invece più pericolosi”. I randagi pericolosi dovrebbero essere prelevati dal territorio e portati al canile per la rieducazione. Ma la nostra città non ha mai avuto un canile, e quello Ricara di Caltanissetta è al collasso. Inoltre nel nostro territorio i randagi che hanno seminato il panico negli ultimi tempi sono stati catturati? Quelli che sono stati prelevati erano realmente incompatibili con l’uomo?  Il sistema di perlustrazione finora attuato è risultato insufficiente. Tra l’altro negli ultimi sei mesi la città è sprovvista di anagrafe canina, sempre prevista dalla stessa legge regionale. Il metodo permette di identificare i cani con un microcip, e di inserirne i dati in un data base. Fondamentale per rintracciare un cane smarrito o per dissuadere all’abbandono. “I cani abbandonati sono sempre in numero crescente, noi come associazioni del territorio ci diamo un gran da fare per far adottare i cani ritrovati, e che da noi trovano uno stallo, anche se è diventata una situazione insostenibile, perchè facciamo tutto con le nostre forze e con le nostre risorse economiche”. Dall‘inizio dell’anno la Lida ha provveduto a far adottare un centinaio di cani.  Ma anche le altre associazioni del territorio si danno un gran da fare, sempre a loro spese. “Tutti i cani – ha sottolineato Graco – sono stati destinati a famiglie del nord, perchè qui manca propio la sensibilità animalista,  del considerare un cane come un componenente fondamentale della famiglia”. E sicuramente mancano le campagne di sensibilizzazione e informazione, e nemmeno le associazioni animaliste sono state mai messe nelle condizioni di portarne avanti, a cominciare dalle scuole. Inoltre ciò che diventa fondamentale è sicuramente il centro di sterilizzazione, che eviterebbe di incrementare gli abbandoni. “Il centro di sterilizzazione è la priorità della città, o con veterinari dell’Asp, o con veterinari convenzionati”. Un’altra struttura fondamentale  è il rifugio sanitario. “Se ritrovi un cane investito o ammalato di notte, a chi ti puoi rivolgere per le cure? A nessuno. In città non esiste un centro per le prime operazioni di soccorso agli animali”. Ha messo in evidenza Greco.  Il consiglilere Salvatore Scerra di Forza Italia ha più volte sollevato la questione in consiglio comunale, presentando una  interrogazione sul problema randagismo, più volte rinviata, per l’assenza dell’assessore al ramo. Il consigliere aveva pensato di istituire una  Commissione di indagine per comprendere per quale motivo fino a oggi non siano state trovate delle soluzioni per combattere il randagismo. “Quallo che manca – ha affermato Greco – è anche un Ufficio per i diritti  degli animali che coinvolga anche le associazioni animaliste”. La Lida aveva presentato un piano con criticità e proposte all’allora assessore Fabrizio Nardo, ma dopo la sua destituzione non se ne è riparlato più. ” Insomma è ora che l’amministrazione si dia una mossa, perchè il problema diventerà sempre più grande”. ha detto Greco.