Gela, terra non ripulita dai veleni. Primato per tumori e malformazioni

Bonifiche stanziate e poi sparite, senza capire dove vadano a finire i fondi. Questo è stato messo ieri in evidenza dall’ex assessore Fabrizio Nardo. Straordinaria la sua presenza in aula consiliare. Il chimico gelese, è stato tra i periti che hanno redatto per la procura le relazioni tra la presenza dell’industria e le diverse patologie tumorali che colpiscono ogni giorno le famiglie gelesi. Ieri in aula è emersa la necessità di bonifiche per il territorio, un conto che dovrebbe essere senz’altro a carico dell’industria. Questo è stato sottolineato dal vicesindaco Simone Siciliano”. Chi per anni ha deturpato e contaminato il nostro territorio, è giusto che paghi per i danni che Gela ha subito”, ha detto Siciliano. Nell’accordo di programma che è stato presentato al Mise, vi è un insistenza sulle bonifiche. I dati che sono emersi ieri cono raccapriccianti. “Su 260 consulenze la maggior parte rivela casi di malformazioni”. Ha detto la genetista del Vittorio Emanuele Simona Perrotta. Gela è stata dichiarata area di rischio ambientale dal 2000 e anche Sin (sito di interesse nazionale da bonificare). Una terra non ripulita dai veleni e caratterizzata da cifre raccapriccianti di malattie e morti per tumori, oltre che per di nascite con malformazioni. E sono due le indagini in corso per accertare il collegamento tra malattia e ambiente: quella sulle malformazioni e quella della morte dei lavoratori morti per tumore, lavoratori che prestavano servizio nell’impianto Killer del clorosoda. Ieri in aula presenti anche il legale Luigi fontanella, che rappresenta le trenta famiglie colpite da malaformazioni neonatali. E  ben 17 le inchieste per i reati all’ambiente. che a Gela si muoia di cancro più che negli altri siti, è un dato di fatto. Secondo i dati comunicati dal Ministero alla salute, nel 2013, il tasso di mortalità a Gela è più alto del 10-20% rispetto al resto d’Italia. I tumori più diffusi sono quelli dello stomaco (per gli uomini) e quello del colon retto (per le donne). “Bisogna istiutire un registro dei tumori a Gela e capire i danni sull’uomo provocati dall’ambiente. Inoltre è necessario spingere la regione a trovare i dondi per un piano sanitario”, ha detto ieri la genetista  Teresa Mattina. A Gela vi è un’alta incidenza di ricoverati per malattie non tumorali dell’apparato respiratorio, oltre il 40% in piú che nel resto dell’isola. Le vittime dell’asma sono il 25-50% in più. Un aumento vi è pure per i decessi dovuti  alle malattie cardiovascolari (donne), circa il 20%. E il 30% riguarda le morti per malattie all’apparato digerente (uomini). Tumori diffusi sono quelli alla vescica, allo stomaco, al polmone, il morbo di Hodkin e il mielona multiplo. Impressionanti i dati sulle malformazini , quelle dei genitali esterni sono in valore più alto rispetto al livello europeo e internazionale. “In sicilia esistono due registri dei tumori, è questo genera confusione”, ha detto ieri Simone Siciliano. Nell’accordo Eni sono state stanziati 200 milioni di  euro per le bonifiche, ma finora poco è stato fatto

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