“Gela, ti rifiuto”, ecco il primo originale “reperto” della rubrica

Ricordate che cosa vi avevamo promesso mesi fa? L’inizio di una rubrica dal titolo ambiguo e fraintendibile, se non letto con lo spirito giusto, che avrebbe testimoniato la (in)civiltà dei gelesi.

O meglio, di quella fetta di popolazione che non ama la propria città e non la rispetta conferendo i rifiuti fuori dagli orari di raccolta previsti e lasciando in giro singolari souvenir che solleticano la curiosità di chi, trovandoli lungo il proprio cammino, decide di scattare una foto per testimoniare la “creatività” di chi ci circonda. “Gela, ti rifiuto”, questo il titolo di una rubrica che vuole denunciare con immagini e ironia chi rifiuta la nostra città, riscattando invece coloro che rifiutano gli incivili. Ad aprire questo nostro nuovo percorso uno scatto un po’ particolare, il “ritrovamento” che ha fatto nascere l’idea di far partire questa rubrica. Lo riconoscete? Un pezzo di antiquariato di altri tempi in cui è veramente difficile imbattersi. Ma io ci sono riuscita percorrendo un marciapiede nella zona del Tribunale e dell’ex mattatoio comunale. Non lo credevate possibile? E invece sì, lo è e questo è solo l’inizio…purtroppo.

 

(Immagine scattata il 26 febbraio del 2015, alle 10:19 del mattino)